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Modena, a 11 anni schedato nel bus per 20 centesimi: bambino torna a casa in lacrime

Aveva con sé un biglietto da 1,30 euro al posto di quello da 1,50 euro: per questo, un bambino di 11 anni è stato schedato nel bus che avrebbe dovuto portarlo a casa. Il piccolo rientra dai genitori in lacrime.

Cronaca
Pubblicato il 18 dicembre 2018, alle ore 12:31

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Modena, a 11 anni schedato nel bus per 20 centesimi: bambino torna a casa in lacrime

Negli ultimi giorni, a Modena, sta facendo molto discutere il caso di un bambino di 11 anni schedato presso un bus Seta per aver obliterato un biglietto di 20 centesimi in meno di quanto effettivamente la corsa richiedeva. All’11enne è stata scattatata una foto segnaletica e consegnata la multa di 67 euro da pagare il prima possibile, poiché sarebbe potuta aumentare fino ad arrivare a 260 euro.

A raccontare la storia è stato il padre del bambino, alla Gazzetta di Modena, dopo aver accolto il figlio a casa in lacrime. I genitori ed anche molti esponenti politici si sono detti allibiti per quanto accaduto, etichettando il gesto del controllore come qualcosa di disumano. In queste ultime ore, è arrivata la risposta dell’azienda, che ha difeso il suo dipendente che ha agito secondo la legge.

Bambino di 11 anni schedato per 20 centesimi

Il padre del bambino racconta alla Gazzetta di Modena quanto accaduto venerdì scorso nel primo pomeriggio. Durante la mattinata, il figlio con i suoi compagni di classe ha partecipato ad una corsa campestre e ha chiesto ai genitori il permesso di poter ritornare a casa da solo con l’autobus. La madre dell’11enne, in buona fede, ha comprato al figlio un biglietto da 1,30 euro, non sapendo che – per la tratta del viaggio di ritorno – gli sarebbe servito uno di 20 centesimi in più.

Il bambino entra nel bus, oblitera il biglietto, e la macchinetta automatica presente all’interno del veicolo non segnala alcuna anomalia. Sembrava tutto in regola fino a quando è arrivato controllore. L’uomo avvisa l’11enne di avere un biglietto sbagliato, chiedendo i documenti al bambino. Essendo ancora in giovane età, il piccolo non possiede una carta di identità, così gli viene richiesto il nome, il cognome, il nominativo dei genitori, e l’indirizzo dell’abitazione. Dopo essere entrato in possesso dei dati del bambino, il controllore gli ha scattato una foto, e gli ha consegnato la multa di 67 euro.

Il padre continua il suo racconto descrivendo le lacrime del figlio non appena ha fatto ritorno a casa. Era spaventato, e non riusciva a smettere di piangere. “È stato trattato come un criminale“, afferma l’uomo.

La risposta dell’azienda

Dal settembre 2017 la Seta ha introdotto questo nuovo metodo all’interno dei suoi mezzi per scoraggiare le persone dal viaggiare senza biglietto. I controllori ora schedano coloro che non possiedono il biglietto, scattando delle foto che verranno tenute dall’azienda. Le foto in questione, come ci tiene a precisare l’azienda stessa, servono anche per contrastare il furto di identità che spesso accade nella provincia modenese.

La Seta difende il proprio controllore, che a detta sua ha agito semplicemente secondo le leggi, che non vietano di schedare anche i minorenni in mancanza di biglietto o che, come in questo caso, hanno 20 centesimi in meno nel biglietto obliterato.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Comprendo molto bene che la legge debba essere uguale per tutti, ma in questo caso non stiamo parlando di un biglietto mancante, ma di 20 centesimi in meno in un biglietto già obliterato, e soprattutto di un bambino di soli 11 anni che, da com'è ritornato a casa affranto, di sicuro non aveva l'aspetto di qualcuno in malafede.

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