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Milano

Milano, mette acido nella bottiglia d’acqua del collega: arrestata per tentato omicidio

Una donna di 52 anni ha tentato di avvelenare il collega con acido iniettato nella sua bottiglia d'acqua. L'uomo è stato portato d'urgenza in ospedale, la donna invece è stata arrestata per tentato omicidio e stalking.

Cronaca
Pubblicato il 30 agosto 2018, alle ore 13:13

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Milano, mette acido nella bottiglia d’acqua del collega: arrestata per tentato omicidio

Tentato omicidio e stalking: questa è l’accusa di reato per una donna di 52 anni che ha tentato di avvelenare e uccidere un collega di lavoro iniettando dell‘acido cloridico nella bottiglia d’acqua. L’uomo, 40enne, dopo avere bevuto il primo sorso si è accorto del sapore acre dell’acqua, che ha poi sputato. La vittima è finita in ospedale con bruciature da acido alle papille gustative e alla lingua. 

L’episodio è avvenuto nella giornata di Mercoledì 28 Agosto negli uffici dell’Eni, dove la stalker e il collega 40enne lavorano. La donna ha iniettato l’acido con una siringa quando l’uomo non era presente nella sua postazione di lavoro. I carabinieri di San Donato Milanese sono riusciti subito ad individuare e arrestare la responsabile per atti persecutori nei confronti dei propri colleghi di lavoro, oltre al reato di tentato omicidio. 

A quanto pare, la donna di recente aveva preso di mira due colleghi. Oltre al 40enne, che ultimamente riceveva telefonate anonime continue, tanto da avere presentato denunce per stalking, anche un’altra collegha 35enne, aveva denunciato una serie di atti persecutori avvenuti nei suoi confronti, tra cui pedinamenti da ignoti, imbrattamenti dei muri esterni della propria abitazione e della sua auto, telefonate anonime. Atti persecutori riconducibili alla 52enne, confermati anche dall’analisi del suo cellulare.

Nella perquisizione, i militari hanno ritrovato nella borsa della donna una siringa utilizzata per iniettare l’acido cloridrico nella bottiglia del suo collega, che si era momentaneamente allontanato dalla scrivania. Inoltre, in casa vi erano presenti bombolette spray, utilizzate probabilmente per imbrattare casa e auto della sua collega. 

Dall’analisi del telefono della 52enne, sono emerse ricerche in Internet sui principali acidi presenti in commercio (solforico, cloridrico e muriatico), le loro specifiche caratteristiche e come acquistarli. Vi erano anche degli appunti a mano sulle sostanze caustiche. La donna nega le accuse ricevute e si dichiara innocente

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Cosa ne pensa l’autore
Serena Spaventa

Serena Spaventa - Sembra sempre così difficile pensare alla donna impegnata in atti persecutori cosi forti come quelli effettuati da questa donna 52enne. Il suo gesto estremo di persecuzione, apparentemente senza motivazione, poteva costare la vita al suo collega, che per fortuna ha avvertito in tempo il sapore acre dell'acqua. E' giusto che la donna sia condannata per ciò che ha fatto.

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