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Milano

Milano: in sedia a rotelle visita la scuola che potrebbe accoglierla, ma resta bloccata in cortile

Una 13enne, con atrofia muscolare spinale di secondo livello, visita il liceo Parini in vista delle Superiori, ma resta bloccata in cortile. La madre denuncia il fatto su Facebook.

Cronaca
Pubblicato il 2 novembre 2018, alle ore 14:27

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Milano: in sedia a rotelle visita la scuola che potrebbe accoglierla, ma resta bloccata in cortile

Il liceo Parini di Milano, a fine ottobre, ha aperto le porte a quelli che potrebbero essere i futuri studenti per farsi conoscere, ma l’Open Day, per una mamma con una figlia di 13 anni costretta alla carrozzina, è sembrato tutt’altro che un Istituto “aperto”. Per riuscire a muovere la figlia dal cortile, ha dovuto chiedere aiuto a una collaboratrice scolastica.

La visita al Parini

La tredicenne, Rebecca, sta frequentando la terza media e, come tutti i ragazzini della sua età, si sta orientando sull’istituto nel proseguire gli studi.  “Ammalata di atrofia muscolare spinale di secondo livello“, come scrive ilgiornale.it, Rebecca non può muoversi da sola e, da sempre infatti, si sposta grazie alla sedia a rotelle. Anche nel giorno in cui venivano presentati i corsi, Rebecca era là, seduta sulla sua sedia a rotelle, ma bloccata in cortile a causa di alcune barriere architettoniche e, secondo il Corriere della Sera, non sarebbe la prima volta.

La denuncia arriva direttamente dalla mamma della tredicenne, Elena Muserra de Luca che, mediante un post su Facebook, racconta quanto le è successo. La donna, 55 anni e idee chiare, scrive: “Rebecca super contenta, attenta durante le bellissime parole del Preside (Diritti umani, diritti civili, Martin Luther King) poi inizia il giro della scuola”, o l’inizio della delusione. Rebecca non può muoversi in nessun modo, può girare solo per il cortile! 

Alla faccia delle bellissime parole, dei diritti umani, Martin Luther King“, scrive indignata la madre di Rebecca. Tra le frasi che hanno irritato la donna, quella dell‘insegnante responsabile dell’accoglienza che, rivoltasi a Rebecca, avrebbe detto: “Prima fanno il giro gli altri e poi mi occupo del problema!“. 

Nel post, la 55enne racconta che una collaboratrice scolastica ha riferito di un ragazzino che, seppur in carrozzina, ha frequentato per 5 anni l’Istituto, senza aver mai riscontrato problemi di movimento all’interno della scuola.

Tutto questo ha fatto molto male a Rebecca, che ha deciso di rivolgersi direttamente a Beppe Sala, il Sindaco di Milano. 

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Penso che chi non siede in carrozzina o chi non ha nessuno "di caro" seduto in una carrozzina faccia fatica ad accorgersi dei particolari che possono rallentare fino a bloccare i movimenti. Affinare l'occhio è un'azione parallela all'affinare il cuore e la sensibilità: queste persone stanno già pagando un prezzo alto per vivere dignitosamente, perché alzarlo di più?

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