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Milano

Milano: anonimo dona rene al Policlinico, e salva la vita di un malato cronico

In Italia, dal 2015 ad oggi, sono soltanto sei i casi di trapianto "samaritano". L'ultimo è avvenuto a Milano, dove la moglie del paziente ricevente il trapianto ha dichiarato: "Per me è una gioia, donerò a mia volta come gesto di gratitudine".

Cronaca
Pubblicato il 30 maggio 2018, alle ore 18:49

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Milano: anonimo dona rene al Policlinico, e salva la vita di un malato cronico

Un 40enne affetto da insufficienza renale cronica ha effettuato un trapianto ed è stato salvato grazie ad un “donatore samaritano“: così sono chiamate le persone che scelgono la strada della donazione in forma anonima. Il fatto è accaduto martedì 29 Maggi a Milano, dove una Lamborghini della polizia ha consegnato ai medici chirurghi del Policlinico il contenitore azzurro dove era custodito il rene. Nel 2018 è il primo caso di donazione samaritana mentre, dal 2015, in Italia è solo il sesto.

La consegna è stata presa in carico da Mariano Ferraresso, direttore dell’Unità Trapianti di rene dell’Irccs, che con la sua équipe ha subito proceduto al trapianto. “Il trapianto da donatore vivente, di cui la donazione samaritana è un caso particolare”, ha dichiarato il direttore, che poi ha proseguito: ” rappresenta oggi una valida possibilità terapeutica all’insufficienza renale cronica. Diversi studi scientifici hanno dimostrato una migliore sopravvivenza del rene trapiantato da donatore vivente rispetto a quello proveniente da donatore cadavere. Un ulteriore vantaggio è quello di offrire la possibilità di ridurre o addirittura evitare la dialisi, che influenza in maniera negativa sia la sopravvivenza dei pazienti sia la durata dei reni trapiantati”.

Nonostante siano molti i centri autorizzati in Italia, il trapianto da donatore vivente rappresenta circa il 10% dei trapianti totali eseguiti in un anno ma. recentemente. sembra che qualcosa si stia muovendo. 

La prima donazione di rene samaritano è avvenuta in Italia nell’Aprile del 2015. Un altro è avvenuto a Luglio 2016 e, infine, 3 nel 2017. Quella avvenuta al Policlinico di Milano, martedì, è la prima donazione del 2018. La moglie dell’uomo trapiantato è piena di gioia e, per ricambiare questo gesto altruista, ha dichiarato che a sua volta diventerà donatrice, per aiutare qualcun altro. La donna – infatti – non era compatibile con il marito, quindi non ha potuto donare il suo rene, ma potrebbe salvare la vita di altre persone.

Come si diventa donatori samaritani

Anche per diventare donatori samaritani c’è bisogno di un percorso da seguire. Prima di tutto, bisogna rivolgersi al centro nazionale trapianti per manifestare la volontà di donare, oppure agli ospedali. Da quel momento, inizierà uno studio clinico per individuare persone riceventi il rene compatibile, inoltre sarà effettuato uno studio psicologico su chi dona, per assicurarsi che sia una scelta consapevole e senza coercizione. Il candidato sarò messo sotto esame da due commissioni, più il benestare di un giudice. Quando questi passaggi saranno superati si organizza il trapianto in tempi brevi. Ove possibile, si opera in contemporanea tra donatore e ricevente, anche nello stesso ospedale. Quando non è possibile, la Polizia Stradale funge da corriere. 

Il donatore, dopo avere compiuto questo gesto altruista, entrerà in un follow-up ciclico, e verrà sottoposto periodicamente a controlli. Intorno alla catena di solidarietà, c’è l’anonimato. Gli psicologi – però – saranno a disposizione dei riceventi e, con il consenso di entrambe le parti, possono creare un contatto personale tra chi riceve e chi dona.

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Cosa ne pensa l’autore
Serena Spaventa

Serena Spaventa - Non conoscevo la donazione samaritana, probabilmente perché per ora in Italia è effettuata ancora poco, e non è molto conosciuta. È comunque una scelta difficile, ma nello stesso tempo stupenda e altruistica, che può donare tanto non solo a chi riceve il trapianto di rene (e alla sua famiglia), ma anche a chi dona.

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