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Migrante picchiato subito dopo la visita del Papa

Erano passate solo poche ore dalla visita del Papa a Piazza Armerina (Enna), ed un migrante è stato picchiato a sangue da tre ragazzi ancora ignoti. Ecco la denuncia dell'Associazione Don Bosco 2000 che lo ospita.

Cronaca
Pubblicato il 17 settembre 2018, alle ore 10:24

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Migrante picchiato subito dopo la visita del Papa

La mattina stessa, il Santo Padre aveva fatto visita agli abitanti di Piazza Armerina, in provincia di Enna, per celebrare la pace, l’amore e per ricordare i diritti umani e quell’accoglienza che Gesù ci ha insegnato. Non a caso a Piazza Armerina è presente l’Associazione Don Bosco 2000, che ospita molti migranti e che si occupa così della stessa accoglienza ricordata e urlata a gran voce del Papa. 

Un arrivo molto attesto quello del Santo Padre nella provincia ennese, che purtroppo mette ancora più in luce il fatto gravissimo accaduto nelle ore successive.

L’aggressione

Jallow Salife, un gambiano di 21 anni, quella sera era uscito con un amico per fare una passeggiata tra gli stand di degustazione di Piazza Armerina. Si era allontanato dal suo compagno per una telefonata e si sono così persi di vista in quelli che sono stati attimi di violenza per il ragazzo. Inzialmente il primo aggressore lo ha preso per il collo e spinto a terra, e subito dopo sono giunti altri due ragazzi di un’età dai 25 ai 27 anni, che con calci e pugni gli hanno tumefatto il viso e fatto perdere qualche dente.

Gli aggressori lo hanno lasciato così, sanguinante e a terra, e Salife ha dovuto da solo trovare le forze ed il coraggio di arrivare al comissariato di Polizia fortunatamente non troppo lontano. Sono stati gli stessi poliziotti ad accompagnarlo al Pronto Soccorso dov’è stato medicato e soccorso.

A denunciare pubblicamente il fatto, la stessa Associazione Don Bosco 2000 che ha accolto Salife. Ha scelto il social Facebook per rendere partecipe l’Italia intera di questa aggressione, ed in particolar modo quei concittadini che hanno accolto il Santo Padre a braccia aperte, ma che le hanno richiuse subito dopo davanti ad un’aggressione di una tale portata.

Salife, anche se musulmano, ha una grande stima per Papa Francesco, che lo ha portato in Piazza Armerina per salutarlo e accoglierlo con l’amore e l’affetto che anche secondo lui era giusto offrirgli, ed il ringraziamento che ha ottenuto sono stati pugni e calci, e la cosa ancora più dolorosa: il silenzio ed il menefreghismo di chi continua a tacere questi atti senza condannarli.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Ognuno può avere opinioni diverse su ciò che l'Italia ha bisogno, se ha la possibilità economica per accogliere queste persone oppure no. La cosa che però va sottolineata e ripetuta a gran voce, è l'umanità che dobbiamo sempre avere per ogni essere vivente che incontriamo. La sofferenza che ogni singola persona prova, e che noi abbiamo il dovere di alleggerire quando possibile.

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