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Milano

Migrante fuggito dalla Diciotti: "In Italia non ci sentiamo più sicuri"

Fanno discutere le parole di uno dei migranti della Diciotti "evasi" dalle strutture di accoglienza. Il giovane si trova a Milano pronto per raggiungere la Svizzera: “In Italia abbiamo paura"

Cronaca
Pubblicato il 8 settembre 2018, alle ore 12:45

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Migrante fuggito dalla Diciotti: "In Italia non ci sentiamo più sicuri"

Non accennano a placarsi le polemiche sorte dopo che cinquanta profughi giunti a Catania a bordo della nave Diciotti sono fuggiti dalla struttura che li stava ospitando. Uno di loro, un ragazzo eritreo di 25 anni di nome Isaias, contattato da un mediatore culturale della comunità eritrea, ha spiegato il motivo della sua “evasione”.

Il ragazzo si trova a Milano, ospite di amici. Non riesce a compredere il motivo per cui l’Italia abbia cominciato a dare la caccia ai clandestini. Forse perché persuaso, fin dalla sua partenza, che l’Italia avrebbe accolto tutti i migranti, indipendentemente dal loro status, come è stato fatto negli ultimi cinque anni con i governi della sinistra.

Cosa è accaduto

Appena l’eritreo è giunto a Catania con la Diciotti, ha raccontato la paura che ha provato: “Ci siamo spaventati quando dalla nave abbiamo visto tutta quella gente che protestava e gli scontri con la polizia. Il comandante con noi era gentilissimo, ci diceva di avere pazienza ma non capivamo bene cosa stesse accadendo”.

Cosa stesse accadendo il ragazzo non poteva saperlo. Ma probabilmente ha realizzato che l’aria era cambiata e che l’Italia non era più quel luogo ospitale tanto decantato in giro. Ecco perché, appena sbarcato sulla terraferma, ha maturato la decisione di allontanarsi prima che qualcuno pensasse di rispedirlo in patria.

“Ci siamo spaventati, ha raccontato il ragazzo al mediatore culturale. “Eravamo sicuri che dopo qualche giorno ci avrebbero portati via dall’Italia e mandati via. Ma perché? Ci chiedevamo. Noi siamo eritrei, abbiamo diritto all’asilo”.

E così, davanti al timore di essere rimpatriati, molti di loro hanno preferito “evadere” dal centro di accoglienza per dirigersi verso altri Paesi europei. Come la Svizzera, per esempio, dove Isaias conta di trasferirsi. Anche se è facile prevedere che la loro permanenza in quelle nazioni non sarà più facile di quella che stanno incontrando adesso in Italia.

Isaias, infatti, è consapevole che nel Beplaese ci sono cambiamenti da quanto è salito al governo la Lega. Lui stesso ha confidato al mediatore culturale: “So che ora è più difficile. Per chi ha passato quello che abbiamo passato noi, l’unico desiderio è arrivare in un posto in cui sentirsi al sicuro. E in Italia oggi non ci sentiamo più al sicuro”. 

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Cosa ne pensa l’autore
Mario Barbato

Mario Barbato - Il ragazzo si sbaglia: l'Italia resta uno dei Paesi più sicuri e accoglienti del mondo. Sicuramente più delle altre nazioni europee. Lo ha detto anche Salvini: "I migranti onesti e lavoratori meritano di stare qua". Ma questo giovane deve anche capire che l'Italia non può e non vuole accogliere chiunque, specialmente coloro che non hanno buone intenzioni. Se la sua condizione è davvero così drammatica, non vedo il motivo per cui l'Italia debba rimpatriarlo. Altro discorso invece è se ci ha scambiati per il "paese dei balocchi".

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