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Massa Carrara, 33 morti sospette per "batterio killer". Indagato il primario

All'Ospedale della Apuane di Massa è stata avviata un'inchiesta per la morte sospetta di 33 pazienti tra il 20 Dicembre 2017 al 10 Gennaio 2018. Per ora tra gli indagati vi è il primario dell'ospedale.

Cronaca
Pubblicato il 20 settembre 2018, alle ore 14:46

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Massa Carrara, 33 morti sospette per "batterio killer". Indagato il primario

Nel reparto di medicina dell’Ospedale Apuana di Massa, sono morti 33 pazienti, affetti da varie patologie in ventuno giorni, per lo più anziani tra i 70 e i 90 anni, ma anche due cinquantenni e un sessantenne. La procura della Repubblica di Massa ha aperto un’inchiesta, con l’ipotesi di reato di omicidio colposo pulirmo, tra gli indagati figura il dottor Alessandro Pampana, primario del reparto. Quest’ultimo ha dichiarato dopo l’avviso di garanzia: “mi sono messo a disposizione della autorità giudiziaria. Ho fiducia nella magistratura. Provo amarezza e sono addolorato per la mia famiglia, anche per i familiari delle persone decedute”.

Il procuratore della Repubblica Aldo Giubilaro ha precisato:” E’ un atto puramente formale. A oggi non ci sono elementi di responsabilità. Abbiamo aperto un fascicolo dopo l’esposto di Benedetti e siamo nella fase primordiale delle indagini. Ci sarà una consulenza di un perito e tra 60-90 giorni decideremo se archiviare o continuare le indagini”.

I fatti che hanno portato all’inchiesta

La vicenda ha avuto inizio a Gennaio scorso, con l’esposto e la denuncia firmata da Stefano Bendetti, oggi presidente del Consiglio comunale, che riferiva alcune indiscrezioni sui sospetti decessi avvenuti nel reparto di medicina dell’Ospedale di Massa. Benedetti, parlava di una possibile infezione da batterio intestinale, precisamente il clostridium: un batterio che produce nell’intestino una tossina necrotizzante, che può rivelarsi pericolosa, soprattutto in presenza di altre patologie. Secondo l’ipotesi accusatoria, il germe, avrebbe attaccato i pazienti non solo per patologie infettive, ma anche per altri malori e fratture. 

L’Asl aveva respindo ogni accusa, e aveva inoltre indetto una conferenza stampa nella quale annunciava la querela contro Stefano Benedetti. Tutt’oggi l’Asl respinge ogni accusa: “Abbiamo monitorato i decessi e il loro numero è stato, nello stesso periodo, uguale a quello degli anni precedenti — ha specificato la direttrice generale Maria Teresa De Lauretis —. Stiamo parlando di un reparto, quello di medicina, con novanta posti letto e con ricoverati anziani, dove lavorano professionisti bravi. Sentirsi dire che c’è il rischio di aver ammazzato trentatrè persone fa male e dispiace molto.”

Mentre l’Asl nega ogni negligenza, alcuni parenti dei pazienti deceduti, avrebbero parlato di una persona infetta dal batterio intestinale, sospettando quindi di un contagio diffuso. Tra le presunte vittime del batterio, vi era anche un uomo ricoverato per un semplice problema ortopedico alla gamba destra. I familiari potrebbe intraprendere contro l’ospedale un’azione legale condivisa: “vogliamo solo capire come sono morti i nostri cari” hanno dichiarato.

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Cosa ne pensa l’autore
Serena Spaventa

Serena Spaventa - 33 Morti sospette in un periodo di 20 giorni sono tantissime. E' anche vero che il reparto di medicina può ospitare molti pazienti anziani e con gravi patologie, ma è giusto fare le dovute indagini per capire cosa abbia provocato queste morti. Se questi decessi dovessero dipendere dalla negligenza dell'Ospedale è giusto che vi sia un procedimento penale, in quanto tale luogo dovrebbe proteggere i pazienti e curarli, e non il contrario.

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