Aveva chiesto e ottenuto un periodo di congedo lavorativo dalla sua azienda per poter assistere il figlio gravemente disabile, un bimbo di tre anni appena, ma è stata licenziata. La donna, della provincia di Mantova, assistita dai sindacati, ha chiesto al giudice del lavoro di ottenere la riassunzione.
La donna, Veronica Piras, è stata licenziata perché, per assistere il figlio Nikolas, affetto da Sma, l’atrofia muscolare spinale che lo tiene collegato continuamente alle macchine, respiratore e sondino gastrico, ha chiesto il periodo di concedo lavorativo. La donna vive con il marito Viktor e il figlio a Castiglione Mantovano. Assunta nel 2013 a tempo indeterminato, lavorava per la Consulmarketing, occupandosi di rilevare i prezzi per le indagini di mercato nei supermercati della Lombardia e del Trentino.
La gravidanza per Veronica non è stata facile e da subito ha cominciato ad avere problemi con l’azienda, che ha preteso di posticipare il congedo obbligatorio. In soccorso della donna, un certificato medico con l’attestazione della gravidanza a rischio, di fronte al quale l’azienda ha ceduto.
Nikolas è nato il 22 dicembre di tre anni fa. Scaduti i cinque mesi di maternità, Veronica ha chiesto all’azienda di restare a casa per altri tre anni – consentiti dalla legge con la formula del congedo parentale quando si hanno figli con grave disabilità – recependo in questo periodo il 30% dello stipendio mensile, che era di circa 800 euro netti.
Il congedo doveva scadere a marzo 2018. A giugno scorso, riferisce la Gazzetta di Mantova, una mail dell’azienda ha raggiunto Veronica Piras chiedendole di restituire il materiale necessario al suo lavoro per la rilevazione dei prezzi, facendo anche riferimento a una lettera (“come già richiesto nella lettera di licenziamento del 19 maggio”) che la donna non avrebbe mai ricevuto. La mancanza di una comunicazione scritta, secondo i legali che la donna ha contattato attraverso la Uil, Marco Carra e Nunzia Zeida, sarà uno degli argomenti nell’aula del tribunale il 13 dicembre, data fissata per discutere il caso.