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Milano

Madre di due figli licenziata da Ikea ma il giudice respinge il ricorso: "Atto non discriminatorio"

Marica Ricutti, la mamma di Corsico separata con due figli di cui uno disabile, è stata licenziata dal colosso svedese Ikea per non aver rispettato i propri turni di lavoro.

Cronaca
Pubblicato il 4 aprile 2018, alle ore 17:23

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Madre di due figli licenziata da Ikea ma il giudice respinge il ricorso: "Atto non discriminatorio"

Il giudice di Milano ha purtroppo respinto il ricorso di Marica Ricutti, la mamma separata con due figli di cui uno disabile, licenziata dal colosso svedese Ikea di Corsico per non aver rispettato i propri turni di lavoro. Marica aveva ritenuto il licenziamento discriminatorio e chiedeva il reintegro al lavoro più un risarcimento del danno subito. 

Il giudice che ha analizzato il ricorso ha ritenuto i comportamenti dell’ex dipendente talmente gravi da ledere il rapporto di fiducia che si era creato tra il datore di lavoro ed il lavoratore, consentendo a tal proposito l’adozione del provvedimento disciplinare espulsivo. La stessa Ikea pur comprendendo le richieste della lavoratrice aveva ritenuto tali comportamenti non accettabili motivo per cui si era arrivati a questa tanto difficile quanto necessaria decisione.

Marica aveva fatto richiesta all’azienda per avere un orario più flessibile per poter accudire il figlio disabile. Inizialmente l’azienda aveva accettato ma poi Ikea aveva optato per il licenziamento facendo insorgere anche il colleghi della Ricutti che avevano scioperato in segno di solidarietà: “Abbiamo depositato una interrogazione per chiarire le motivazioni che hanno spinto Ikea a licenziare una madre separata con due figli piccoli, di cui uno disabile. Succede questo, quando il clima nel Paese è di impunità per i proprietari e di paura per i lavoratori”.

Ikea illustrò una diversa versione dei fatti dimostrando che negli ultimi 8 mesi la signora Ricutti aveva lavorato addirittura meno di 7 giorni al mese usufruendo oltretutto di cambi turno e spostamenti di orario, concordati con i colleghi e con la direzione del negozio. Ikea, pur avendo fatto il possibile per aiutare ed andare incontro alle richieste della Ricutti, ha però ritenuto non accettabili comportamenti di questo tipo.

Secondo l’avvocato di Ikea, Luca Failla, che in una nota ha spiegato il motivo per il quale la corte ha ritenuto gravi tali comportamenti, ha sottolineato che la decisione confermata dai testimoni ha finalmente restituito la verità dei fatti  ad una vicenda che in questi mesi è stata interpretata male e ha diffuso tra l’opinione pubblica un’immagine completamente diversa di quella che Ikea  esprime nel suo impegno quotidiano verso clienti, dipendenti e fornitori.

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Cosa ne pensa l’autore
Mara Ricci

Mara Ricci - Sinceramente la vicenda lascia un po' di amaro in bocca soprattutto perchè da una parte c'è una madre divorziata con un bambino disabile a carico che si è vista licenziare a causa del suo comportamento. Dall'altra però non credo che Ikea si diverta a lasciare a casa una madre solo perchè ha fatto tardi sul posto di lavoro. Mi dispiace molto per questa signora e spero riesca presto a trovare un posto di lavoro che magari le lascerà più tempo per dedicarsi alla cura dei suoi bambini.

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