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Firenze

La realtà dei profughi: poveri dei centri che fanno acquisti di lusso

Il consigliere regionale della Lega in Toscana, Jacopo Alberti, denuncia in una nota ciò che succederebbe nei centri di accoglienza: "Si possono permettere questo lusso?"

Cronaca
Pubblicato il 10 agosto 2018, alle ore 00:42

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La realtà dei profughi: poveri dei centri che fanno acquisti di lusso

Tra i tanti casi di cronaca che riguarda gli immigrati, ce n’è uno che ha dell’inverosimile. I profughi accolti nei centri di accoglienza, non contenti di essere stati salvati e accolti nel nostro Paese, esigono che le cooperative che li ospitano li riforniscano di cibo di lusso, wifi libera, televisione con canali digitali, aria condizionata e vestiti di marca.

Guai a non accontentarli: scoppiano risse, aggressioni, rivolte fragorose, proteste formali verso le istituzioni. L’ultima arriva da Vicenza: un gruppo di immigrati si è recato in questura per chiedere che il centro che li ospita li rifornisca anche della rete Sky per poter seguire le partite di calcio del campionato italiano. Tutto gratis, ovviamente.

Ma a scaldare ancora di più gli animi degli italiani è una indiscrezione giunta dalla Toscana e denunciata dal leghista Jacopo Alberti: “Da più parti ci giungono segnalazioni circostanziate che riportano come in alcuni centri d’accoglienza per gli immigrati in Toscana vi sia un discreto via vai di fattorini che consegnano ai presunti profughi materiale di moda (come indumenti o scarpe) acquistati direttamente su noti siti dediti all’e-commerce”.

Una denuncia tutta da accertare, ma che farebbe pensare a come gli immigrati abbiano soldi a sufficienza per fare shopping online. Uno shopping di lusso, a quanto pare. Una pratica che mal si concilia con la realtà di chi dice di fuggire dalla fame e dalla miseria e che poi, una volta in Italia, può permettersi di ordinare capi firmati.

Chi dà a loro tutti questi soldi? Il sospetto, legittimo, è che questi soggetti, poveri sulla carta, si trasformino in realtà in benestanti nella realtà, grazie alle attività illecite che praticano in Italia. Un sospetto avvalorato spesso dalle cronache quotidiane, che parlano di clandestini arrestati mentre vendono droga o sfruttano la prostituzione.

Una denuncia forte, quella del consigliere leghista della Toscana, che se dovesse essere confermata alimenterebbe ulteriori dissapori tra italiani e stranieri. Italiani che ogni giorno si destreggiano tra difficoltà economiche e che sono poi costretti ad assistere alla pacchia di immigrati che usufruiscono di vitto e alloggio gratis, serate con prostitute italiane, servizi su misura e shopping di alto livello.

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Cosa ne pensa l’autore
Mario Barbato

Mario Barbato - Siamo ancora in tempo per riparare gli enormi danni dei sinistri. Si facciano centri di accoglienza chiusi e gestiti dalla Protezione Civile. Il cibo e un tetto non si negano a nessuno ma, per il lusso e gli extra, questi soggetti devono capire che bisogna guadagnarselo con il lavoro e non con la solidarietà degli italiani o, peggio ancora, con le attività criminose. Siamo già pieni di sfaccendati e malavitosi nostrani: altri non ci servono.

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