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Roma

La Camera: sparare a un ladro è legittima difesa

Il tema della legittima difesa rompe l’intesa tra Forza Italia e maggioranza. Berlusconi: "Il testo non è adeguato al bisogno di sicurezza degli italiani". Il Pd: "FI non conosce il ddl, e non vuole alcuna responsabilità".

Cronaca
Pubblicato il 4 maggio 2017, alle ore 11:18

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La Camera: sparare a un ladro è legittima difesa
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Il tema della legittima difesa fa saltare l’intesa tra Forza Italia e la maggioranza, così Silvio Berlusconi fa conoscere il no dei suoi deputati al testo, che egli giudica “non adeguato al bisogno di sicurezza degli italiani e a ciò che tutti gli italiani si attendono: una legge in grado di tutelare le persone per bene, quando sono aggredite”. Il Pd risponde accusando FI di non conoscere bene il ddl, e di non volersi prendere alcuna responsabilità a riguardo.

Mercoledì prossimo, il testo verrà presentato per essere licenziato a Montecitorio, poi passerà al Senato. Da due anni, si attendeva di tornare sul ddl che avrebbe modificato il codice penale: la Lega si mostrava contraria alle norme proposte dalla commissione Giustizia, perché troppo lievi rispetto alla necessità di non punire chi, vittima di rapina in casa propria o di altro crimine violento, reagisce causando la morte dell’aggressore.

L’intesa tra Ap (Alfaniani) e Forza Italia è stata trovata allargando il concetto di legittima difesa, la “reazione ad un’aggressione commessa in tempo di notte ovvero la reazione a seguito dell’introduzione nei luoghi con violenza alle persone o alle cose ovvero con minaccia o con inganno”. Simile all’ordinamento penale francese, il testo cerca ‘parole’ per consentire la difesa durante le rapine notturne. È chiarita anche l’esclusione della colpa: “in situazioni comportanti un pericolo attuale per la vita, per l’integrità fisica, per la libertà personale o sessuale”.

Lega e Forza Italia hanno cercato, senza risultato, di rafforzare il testo con un emendamento che introduca la presunzione di proporzionalità tra le due azioni: aggressione e difesa. Alla proposta è seguito il `no´ del Pd, che considera questo un principio esagerato. “Non si trova in nessuna parte del mondo“, ha affermato Sofia Amoddio. Gli accordi di massima tra Pd e Ap, e tra  Fi, Fdi e Lega, sono saltati.

Ignazio La Russa, di Fdi, definisce “fumo negli occhi” la legge, votata in Aula anche da FI, con la norma di “esenzione notturna”. Nicola Molteni, per la Lega, rimprovera la maggioranza di lasciare ai delinquenti la libertà di muoversi. Intanto, Silvio Berlusconi fa sapere che i forzisti voteranno no al provvedimento.

Forza Italia – secondo Berlusconi – ha cercato di migliorare il provvedimento. Nonostante ciò, il testo finale non è adeguato al bisogno che gli italiani hanno di sicurezza. Spesso, la trafila dei procedimenti giudiziari – per chi deve giustificare le sue azioni di difesa – è lunga e umiliante, spiega il leader FI, convinto che “Il testo non dà risposta al tema centrale del diritto alla difesa, lascia alla discrezionalità del giudice margini eccessivi”.

A queste parole, David Ermini del Pd risponde che Berlusconi è troppo generico nel discorso, pare non conosca il testo in discussione, e – forse – nemmeno quello approvato nel 2006 dall’allora suo esecutivo.

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Cosa ne pensa l’autore

Marilena Carraro - Non ho dubbi sul fatto che la sicurezza di tutti debba essere garantita, ma affidandola alla forza delle armi o alla forza fisica, secondo questa legge, resteranno fuori tutti i deboli, ossia quelli che non hanno armi, quelli che fisicamente non hanno forza (come potrebbero essere gli anziani, spesso vittima di queste aggressioni). Giustificare un "fai da te" senza conoscere i contorni della storia....la vedo dura. Contraria alla violenza e alle armi, invito i politici a cercare altre strade per la sicurezza di tutti i cittadini.

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Commenti
Fabrizio Ferrara

12 maggio 2017 - 20:46:39

Rimango dell'idea che debba essere lo Stato a usare la forza per tutelare la vita dei suoi cittadini. Avrò idee antiquate...

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