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Genova

I social attaccano inferociti Benetton e Oliviero Toscani: "Metterete una maglietta rossa per le vittime di Genova?

Dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova, la rabbia sul web è giustamente esplosa: nel mirino la famiglia Benetton e Oliviero Toscani, noto per aver realizzato numerose campagne per il brand di abbigliamento conosciuto in tutto il mondo.

Cronaca
Pubblicato il 16 agosto 2018, alle ore 19:18

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I social attaccano inferociti Benetton e Oliviero Toscani: "Metterete una maglietta rossa per le vittime di Genova?

“I vertici di Autostrade per l’Italia devono dimettersi”, ha  affermato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, dopo la tragedia del ponte Morandi a Genova. Il controllo della Società Autostrade, dall’inizio del 2000, è nelle mani della famiglia Benetton: grazie alle ottime relazioni con le banche, alla capacità di stringere alleanze con altri gruppi industriali, e grazie ad alcune abili e spregiudicate operazioni finanziarie, i Benetton sono riusciti ad accaparrarsi il dominio della Società Autostrade.

Sul web, l’ira per una tragedia annunciata ed evitabile è esplosa: sotto attacco la famiglia Benetton e il fotografo Oliviero Toscani. Dopo le prime dichiarazioni dei ministri Luigi Di Maio, Matteo Salvini e Danilo Toninelli contro la società Autostrade per l’Italia che, attraverso Atlantia, è controllata dai Benetton, su Twitter la corrazzata armata del dissenso si è attivata.

Toscani, adesso ti metterai una maglietta rossa per le vittime di Genova?” è il tweet principe che sarcasticamente ricorda come il fotografo il 7 luglio aveva manifestato contro le politiche del governo in merito alla gestione dell’immigrazione. Il fotomontaggio dove è possibile amaramente osservare il ponte Morandi spezzato sormontato dalla scritta “United Colors of Benetton” si è diffuso velocemente assieme al boicottaggio dei capi di abbigliamento del noto brand.

Le campagne sociali di Benetton sono state ampliamente prese a prestito per motivare la contestazione: “Fanno propaganda immigrazionista, si preoccupano dei migranti e mostrano il loro volto buonista, ma sono gli stessi che lasciano crollare ponti e morire il nostro popolo. Nazionalizzare le autostrade, basta speculazione”

Luigi Di Maio ha osservato che, per la la prima volta, c’è un governo che non ha preso soldi da Benetton: il vicepremier ha sottolineato che Autostrade ha la sede finanziaria in Lussemburgo, e che quindi non paga neppure le tasse. Secondo il capo politico del Movimento 5 Stelle la condizione di quel ponte fa palesemente comprendere che la manutenzione non è stata fatta, e che non si tratta di fatalità: i responsabili hanno un nome e cognome, e sono Autostrade per l’italia.

Atlantia detiene il 100% di Autostrade per l’Italia: il suo maggiore azionista (30,25%) è la holding finanziaria Edizione, della famiglia Benetton, grazie alla quale detiene anche il 50,01% di Autogrill, oltre al 7,44% di Alitalia.

In Italia vi sono quasi 7.000 chilometri di autostrade, e occorre sottolineare che la scadenza delle concessioni è prevista per il 2042. Il Presidente dell’Osservatorio Nazionale Liberalizzazioni e Trasporti Dario Balotta ha affermato che Autostrade per l’Italia, nel 2017, ha incassato 3,9 miliardi con il margine lordo di 2,4 miliardi. Atlantia nel 2017 ha fatto registrare un fatturato di 5,97 miliardi per un utile netto di 1,1 miliardi. Gli ottimi incassi derivanti dai pedaggi non hanno portato ad un incremento degli investimenti sulle infrastrutture, che anzi sarebbero in flessione.

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Cosa ne pensa l’autore
Chiara Lanzini

Chiara Lanzini - Da tempo numerose inchieste osservano che una gestione pubblica costerebbe la metà rispetto alla gestione del monopolista concessionario, e che i Benetton hanno aumentato i profitti e diminuito gli investimenti. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, altri ponti sono crollati in questi anni, ma solo quando avviene la vera e immane tragedia se ne parla. Adesso non è più possibile chiudere gli occhi.

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