Per mesi ha vissuto una vita apparentemente normale: lavoro stabile, nessun precedente con la giustizia e un profilo da cittadino insospettabile. Eppure, ogni giorno, lungo la rampa della statale 45bis tra Prevalle e Paitone, nel Bresciano, si consumava una piccola ma costante violazione ambientale. Un gesto ripetuto nel tempo che ha trasformato un tratto di strada in una discarica a cielo aperto e che ora ha portato a conseguenze giudiziarie per un uomo residente nella zona.
La vicenda ha avuto origine grazie alla segnalazione di un cittadino che, stanco di vedere quel breve tratto di tangenziale costantemente sporco, ha deciso di rivolgersi alle autorità. In circa cento metri di carreggiata, infatti, venivano rinvenuti quotidianamente nuovi rifiuti abbandonati: sacchetti contenenti materiali di ogni tipo, dal vetro alle lattine, fino a farmaci scaduti e plastica.
Una situazione che non solo deturpava il paesaggio, ma rappresentava anche un potenziale rischio ambientale e sanitario, spingendo la Polizia Locale ad avviare un’indagine mirata. Gli agenti della Polizia Locale, in collaborazione con Anas e con le guardie ecozoofile, hanno adottato un approccio meticoloso per risalire all’autore dei continui abbandoni. I rifiuti sono stati analizzati uno per uno, alla ricerca di elementi utili all’identificazione del responsabile.
È proprio tra quei sacchetti che è emerso l’elemento decisivo: un documento cartaceo riconducibile a un familiare dell’uomo, accidentalmente finito tra i rifiuti domestici. Un dettaglio apparentemente insignificante che si è rivelato determinante per collegare i sacchi abbandonati al loro proprietario. Da lì, le verifiche hanno condotto direttamente all’abitazione del sospettato, chiudendo il cerchio dell’indagine.
Secondo quanto ricostruito, il gesto non sarebbe stato isolato ma ripetuto nel tempo. Ogni giorno, durante il tragitto lungo la statale, l’uomo avrebbe lanciato dal veicolo un sacchetto di immondizia, trasformando progressivamente quel tratto di strada in un punto critico per l’abbandono illecito dei rifiuti. Un comportamento che ha destato particolare stupore anche tra gli inquirenti, considerando l’apparente normalità della vita dell’indagato e l’assenza di precedenti penali.
Per l’uomo è scattata la denuncia e una sanzione amministrativa che potrebbe arrivare fino a 18mila euro. La normativa prevede inoltre la possibilità di evitare il processo attraverso il pagamento di un’oblazione penale superiore ai 4mila euro.