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Genova

Genova, prime ipotesi sul crollo del ponte Morandi: parla il geologo

A poche ore di distanza dal drammatico crollo del ponte Morandi a Genova, si fanno le prime ipotesi circa le cause che hanno portato al collasso della struttura: le parole del geologo.

Cronaca
Pubblicato il 14 agosto 2018, alle ore 17:36

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Genova, prime ipotesi sul crollo del ponte Morandi: parla il geologo

La notizia del crollo di parte del celebre ponte Morandi di Genova, è uno shock non solo per la città ligure, ma anche per l’Italia intera, che ora più che mai si domanda quali possono essere state le cause che hanno portato ad un disastro ed una tragedia di tal genere e misura (al momento sono 11 le vittime accertate, ma le forze dell’ordine e sanitarie parlano di un bilancio molto più alto). 

A poche ore dal tragico crollo di uno dei simboli per eccellenza del capoluogo ligure – come la Tour Eiffel per Parigi – incominciano a delinearsi le prime ipotesi che hanno portato al cedimento strutturale delle campate centrali del ponte Morandi, cadute nel torrente sottostante coivolgendo soltanto alcuni edifici adiacenti. 

Le parole del geologo sui motivi del crollo

Il presidente dei geologi liguri Carlo Civelli, intervistato nelle scorse ore dall’agenzia di stampa “AdnKronos”, dichiara che: “Dal punto di vista geologico non ci sono zone instabili in quella zona“. Il tratto interessato riguarda il torrente Polcevera, una zona che presenta dei problemi di carattere idraulico e soggetta alle piene a causa di alcuni restringimenti. 

Ma non possono certo essere queste le cause addebitabili al crollo perché al momento il torrente è in secca, dunque una prima causa potrebbe essere con certezza scartata. Altra circostanza che gli esperti tendono ad escludere sono le pessime condizioni atmosferische che hanno colpito Genova in queste ore, in particolare un forte nubifragio che ha fatto cadere tantissima acqua in poco tempo. 

In una nota diramata dalla società Autostrade, si legge che sul ponte si stavano facendo dei lavori di manutenzione e di consolidamento della soletta del viadotto, e che – come era stato deciso secondo progetto – era stata installato un carro-ponte per l’esecuzione dei lavori di manutenzione. Il ponte – costruito tra il 1963 e il 1967 su progetto dell’ingegner Riccardo Morandi – è chiamato dai genovesi anche “Ponte di Brooklyn“, per la spiccata somiglianza con il celebre ponte americano. 

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Cosa ne pensa l’autore
Tiziana Terranova

Tiziana Terranova - L'Italia delle autostrade, dei viadotti e dei ponti, si sgretola giorno dopo giorno, senza che ci siano mai interventi immediati che non possono certo attendere la lentezza della burocrazia. Quella del crollo del Ponte Morandi è forse una delle tante tragedie annunciate italiane, di cui però si parla sono a fatti avvenuti.

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