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Napoli

Fiat: un operaio si cosparge di benzina sotto la casa di Luigi di Maio, dopo il licenziamento

L'operaio è uno dei cinque lavoratori Fiat licenziati dopo che, nel 2014, inscenarono i funerali di Marchionne per protesta. Adesso, chiede l'intervento del neo ministro Luigi di Maio.

Cronaca
Pubblicato il 7 giugno 2018, alle ore 18:12

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Fiat: un operaio si cosparge di benzina sotto la casa di Luigi di Maio, dopo il licenziamento

Uno degli operai della Fca di Pomigliano D’Arco, in provincia di Napoli, si è incatenato e cosparso di benzina davanti all’abitazione di Luigi Di Maio, dopo che la Cassazione ha confermato il suo licenziamento. Mimmo Mignano, in compagnia di un altro dei 5 licenziati, è stato poi bloccato e soccorso dalle forze dell’ordine e dal 118. Nel 2014, insieme ai suoi colleghi, per protesta inscenò il funerale di Marchionne, davanti ai cancelli dello stabilimento.

La Cassazione ha approvato il licenziamento dei cinque operai Fiat, così l’uomo chiede l’aiuto e l’intervento del leader dei Cinque Stelle, nonché neo ministro del lavoro Luigi Di Maio. I lavoratori già furono licenziati dall’azienda, ma la sanzione venne annullata dalla Corte d’Appello di Napoli, che dispose il reintegro. Ma, in questi giorni, la sentenza è stata ribaltata dalla Corte di Cassazione, che ha accolto il ricorso dell’azienda, ed approvato il licenziamento reputando “travalicati i limiti della dialettica sindacale”.

Mimmo Mignano, anche in passato, era stato protagonista di alcune iniziative eclatanti, per fare in modo che l’opinione pubblica rendesse nota la vicenda lavorativa di cui faceva parte insieme ai colleghi.

La solidarietà di Luigi Di Maio

Il ministro del Lavoro, Luigi di Maio, ha incontrato all’ospedale di Nola (Napoli) Mimmo Mignano, che con il suo gesto voleva sollecitare l’intervento del leader del M5S. Di Maio ha poi dichiarato, dopo l’incontro: “Da ministro ho detto a Mimmo che è una sentenza che va rispettata ma per noi non deve essere un alibi”, e poi aggiunge: “Sono stato qui prima di tutto per dare un supporto umano ad una persona della mia città che stava per compiere un atto rischioso”.

Nello stabilimento, il vicepremier ha ricevuto una calorosa accoglienza: i lavoratori hanno scattato foto con lui e stretto la mano. Infine, dopo l’incontro privato con i vertici aziendali, Di Maio ha visitato alcuni hangar dove avviene la produzione attuale delle fusoliere. Infine, durante un piccolo intervento, ha affermato: “Sono qui per testimoniare tutta la mia collaborazione, tutta la volontà del Governo a far crescere l’Italia”.

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Cosa ne pensa l’autore
Serena Spaventa

Serena Spaventa - In un momento di forti proteste, questi cinque lavoratori hanno compiuto gesti eclatanti che poi, nel tempo, li hanno messi nei guai. In questo caso, di fronte alla legge, purtroppo anche i politici possono fare poco, oltre che - come ha fatto Di Maio - prestare solidarietà umana. Si spera che questi cinque lavoratori siano aiutati in altro modo.

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