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Roma

Ennesimo femminicidio nella notte a Roma

"Ho ucciso la mia compagna". Così un uomo, professionista ed incensurato, nella caserma dei carabinieri Roma Centro si è auto denunciato questa mattina all'alba per l'omicidio della propria convivente.

Cronaca
Pubblicato il 1 maggio 2017, alle ore 19:46

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Ennesimo femminicidio nella notte a Roma
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Nel cuore della notte, a Roma, un 55enne di origine pugliese, a seguito di una banale lite, ha colpito più volte alla testa con un pesetto da palestra la sua compagna 47enne di origine bresciana.

Una coppia di professionisti benestanti che vivevano da un paio di anni al secondo piano di una palazzina a due passi da Piazza di Spagna, in pieno centro e, a detta dei vicini, litigavano spesso. La coppia aveva figli da matrimoni precedenti che attualmente non vivevano con loro.

Lui, dirigente bancario, ha commesso l’omicidio in pigiama e poi ha avuto la tranquillità di lavarsi e cambiarsi prima di andare in caserma e confessare quanto fatto. 

Sul posto, alle prime luci dell’alba, sono intervenuti i carabinieri della compagnia Roma Centro per effettuare tutti i rilievi del caso. L’uomo è stato ascoltato dal magistrato ma ancora non è chiaro come sia avvenuto il delitto: se l’uomo l’abbia colpita con un peso da palestra mentre dormiva o al culmine dell’ennesimo litigio. Non è nemmeno chiara esattamente l’ora della morte e se l’uomo, in pieno folle delirio, abbia vegliato un po’ la donna prima di costituirsi.

L’ipotesi più accreditata sulla dinamica sembrerebbe quella che la vittima sia stata colpita mentre dormiva in quanto non sembra si siano rilevati tentativi di difesa. Il movente parrebbe, ancora una volta, legato al fatto che lei volesse lasciarlo e lui non accettase la cosa.

La vittima, insegnante in una scuola della capitale, era riversa sul letto in una pozza di sangue con il cranio sfondato. Una scena agghiacciante a detta degli addetti ai lavori.

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Cosa ne pensa l’autore

Maria Guerricchio - Non passa giorno ormai senza che si senta di questi inaccettabili orrendi. Davvero impensabile come sia possibile uccidere una persona a sangue freddo assassinandola nel sonno. Aggiungo che questi eventi tragici si verificano ormai in ogni ambiente sociale, sono purtroppo diventati trasversali. Non so davvero che cosa si potrebbe fare per evitarli. La follia pare non abbia più argini. Benché, la certezza della pena, dovrebbe essere garantita.

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