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Firenze

Duccio travolto e ucciso dalla folle corsa dei rom, tensione al corteo davanti al campo nomadi

Trecento persone hanno deciso di radunarsi nel punto ove Duccio ha perso la vita, investito durante una lite in strada tra rom: non sono mancati momenti di tensione, è intervenuto anche Luigi Ciatti, il padre di Niccolò, ucciso la scorsa estate a Lloret de Mar.

Cronaca
Pubblicato il 12 giugno 2018, alle ore 12:13

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Duccio travolto e ucciso dalla folle corsa dei rom, tensione al corteo davanti al campo nomadi

Duccio Dini non ce l’ha fatta, nel reparto di terapia intensiva i medici dell’ospedale fiorentino di Careggi hanno staccato la spina: in città il dissenso e la rabbia hanno preso a serpeggiare per quella morte assurda, ingiusta. Il 29enne era rimasto gravemente ferito nel pazzo inseguimento tra tre auto guidate da rom: stravolti dal dolore i genitori hanno dato il consenso alla donazione degli organi.

La Procura ha iscritto nel registro degli indagati tre persone con l’accusa di omicidio volontario con dolo eventuale: Deban MustafaRemzi Amet e Antonio Mustafa dovranno rispondere anche delle lesioni nei confronti del cittadino macedone che inseguivano per la spedizione punitiva a causa di un matrimonio oramai al termine.

Le telecamere di sorveglianza, assieme alle testimonianze arrivate dopo l’appello della procura, hanno permesso la ricostruzione dei fatti: nelle immagini si vedono le auto correre in via Canova come in circuito, sfiorare uno scooter prima di colpire in pieno quello guidato da Duccio Dini fermo al semaforo alla conclusione di un rettilineo. Il ragazzo è stato sbalzato di 25 metri, trasportato d’urgenza in ospedale, è giunto privo di conoscenza. A bordo di una delle auto si trovavano due bambini di 6 e 8 anni, rimasti miracolosamente illesi.

Firenze è indignata, esige che giustizia sia fatta, il sindaco Dario Nardella ha invitato la cittadinanza a mantenere la calma, a non chiedere vendetta, annunciando che il Comune si costituirà parte civile al processo. La cittadinanza si è riunita sul luogo dell’incidente per un sit-in volto a porre l’accento su l’illegalità serpeggiante fra i rom: Fratelli d’Italia ha chiesto di portare un fiore, in silenzio, in segno di rispetto, 200 persone hanno tentato di assaltare, ugualmente, il campo

Il corteo è stato sommerso da bandiere tricolori, fiori bianchi, amalgamati a spintoni, rabbia, urla, cori inneggianti alla vendetta, molti hanno richiesto l’intervento delle ruspe. Per cercare di placare gli animi è arrivato anche Luigi Ciatti, il padre di Niccolò, il giovane fiorentino ucciso la scorsa estate in una discoteca di Lloret de Mar durante un lite: “Sono qui con voi perchè avete ragione: dobbiamo chiedere giustizia. Ma dobbiamo anche rispettare la legge e aspettare che la giustizia arrivi. Io la sto aspettando da dieci mesi per mio figlio, voi tutti lo sapete”.

L’intervento di Luigi Ciatti è stato accolto con un lungo applauso ma la tensione non si è placata, l’ingresso del campo è attualmente presidiato. I nomadi del Poderaccio hanno affidato le scuse ufficiali a un mediatore culturale che, mollemente appoggiato ad un auto di grossa cilindrata, ha affermato di essere enormemente dispiaciuto per ciò che è accaduto a quel ragazzo.

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Cosa ne pensa l’autore
Chiara Lanzini

Chiara Lanzini - L'assurda morte di Duccio è avvenuta non così distante da casa mia: via Canova ridotta ad un far west, auto lanciate a folla velocità per una spedizione punitiva. L'immane tragedia poteva essere ancora maggiore se vi fossero stati pedoni sul marciapiede, se la strada fosse stata più affollata. Spero che gli autori vengano puniti veramente per ciò che hanno compiuto, che il tutto non si risolva con una manciata di anni di detenzione.

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