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Discoteca Corinaldo, tre fermi per droga. Si prospetta l’ipotesi di una banda di rapinatori

Sono tre i fermati per droga collegati probabilmente alla tragedia di Corinaldo. A casa di uno dei giovani, è stata trovata cocaina ed eroina. Al momento, non ci sono video e immagini che ne confermino la presenza all'interno del locale.

Cronaca
Pubblicato il 10 dicembre 2018, alle ore 16:56

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Discoteca Corinaldo, tre fermi per droga. Si prospetta l’ipotesi di una banda di rapinatori

È stato fermato con l’accusa di droga il 15enne che secondo alcuni testimoni avrebbe spruzzato lo spray al peperoncino all’interno della discoteca Lanterna Azzurra a Corinaldo, provocando il caos e il panico che sono costati la vita a sei persone. Il minorenne è stato identificato da alcuni testimoni come il presunto colpevole

Gli investigatori entrati in casa del minore non hanno individuato prove che possano collegarlo alla tragedia, né ci sono video o immagini che lo riprendono in discoteca mentre utilizza lo spray. Il 15enne per ora è stato fermato per detenzione di stupefacenti, ma non è ancora iscritto nel fascicolo aperto dalla Procura di Ancona per omicidio preterintenzionale. 

Si apre l’ipotesi di una banda

Insieme al 15enne, sempre con accusa di possesso di droga, sono state fermate altre due persone, ma non si esclude che nelle prossime ore possano cambiare le accuse a proprio carico. Tra le ipotesi degli inquirenti vi è che all’interno della Locanda Azzurra ci fosse una banda di giovani rapinatori che potrebbe avere utilizzato lo spray per darsi alla fuga dopo aver sottratto soldi e smartphone ai propri coetanei. 

La Procura è concentrata ad analizzare le bombolette spray consegnate dal gestore della discoteca, e quelle rinvenute negli zaini e borse abbandonate durante la fuga. Le indagini sono ostacolate dalla mancanza di sistemi di videosorveglianza all’interno del locale, per cui si stanno analizzato i video forniti e realizzati con i cellulari dai presenti, ma al momento con scarsi risultati.

Lo spray non è l’unica pista

Cristian Carrozza, comandante provinciale dei carabinieri, ha dichiarato che “quella dello spray non è l’unica pista da seguire“. Infatti, alcuni testimoni hanno parlato di “un fumogeno” e di “odore acre”. Anche il primario del pronto soccorso, Stefano Loffreda, ha spiegato che date le condizioni fisiche di alcune persone che ha curato, si può quasi certamente escludere che sia stata una bomboletta al peperoncino a causare l’intossicazione. Il primario ha dichiarato: “Vanno controllate le condotte di aerazione di quella discoteca, l’impianto antincendio, ma non devo certo insegnare cosa fare agli inquirenti“.

Solo con i dovuti accertamenti tecnici, sarà possibile individuare la causa che ha provocato la sensazione di qualcosa di urticante che molti testimoni hanno descritto.

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Cosa ne pensa l’autore
Serena Spaventa

Serena Spaventa - Una vicenda complicata sulla quale sarà difficile fare luce e trovare prove schiaccianti. Le colpe sono multiple e probabilmente da associare a diverse persone, oltre al panico scatenato. Se tutto è partito da questa banda di giovani rapinatori, è giusto dargli una punizione adeguata per poi procedere ad individuare altre eventuali colpe.

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