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Cura il tumore al seno con la naturopatia: 47enne muore

Una donna 47enne decide di curare il tumore al seno con l'aiuto di un naturopata. Prima di morire scrive pentita all'oncologo, ma ormai è troppo tardi.

Cronaca
Pubblicato il 14 marzo 2018, alle ore 15:35

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Cura il tumore al seno con la naturopatia: 47enne muore

Si era mostrata molto ottimista, la donna di 47 anni di origine siciliane, dell’alternativa medica che le era stata proposta da un naturopata per curare il suo cancro al seno. Fiori di Bach e altre erbe erano state consigliate per rivitalizzare il corpo e permetterle di combattere il male. Purtroppo, poco dopo, la donna si è accorta che la terapia non stava avendo alcun effetto, al contrario il tumore stava debilitando ancora di più il proprio corpo.

La donna continuava a sentirsi male, con il respiro affannoso, e continuava a perdere repentinamente peso, fino ad arrivare a pesare circa 30 chilogrammi. A quel punto ha scritto una lettera all’oncologo del Cro di Aviano in provincia di Pordenone. Una lettera lucida, consapevole dello sbaglio fatto e che forse non ci sarebbe stato più nulla da fare.

Nonostante il ricovero ospedaliero, le condizioni della donna erano notevolmente compromesse. Nei mesi di terapia naturale il tumore non aveva incontrato alcun ostacolo ed ha continuato a diffondersi in maniera sempre più aggressiva. Pochi mesi dopo il ricovero al Cro di Aviano, la donna è morta.

A far luce sulla vicenza è proprio l’oncologo Massimiliano Berretta, il quale spiega nel dettaglio quello che è successo al corpo della 47enne e della lettera disperata – ma lucida -della donna, consapevole di aver preso una decisione sbagliata. L’oncologo ha, inoltre, spiegato che durante i convegni per le malattie oncologiche non si parla mai abbastanza delle terapie convenzionali, le quali non sono da ritenersi per forza dannose, ma devono essere valutate da un medico.

Le terapie non convenzionali, la naturopatia in questo caso, non sono definite dannose, né dall’oncologo in questione né dalla medicina convenzionale, bensì devono fungere da supporto o supplemento per sostenere il corpo durante un trattamento medico specifico come nel caso della chemioterapia che combatte la neoplasia, ma allo stesso tempo debilita tutto l’organismo.

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Cosa ne pensa l’autore
Ciro D'agostino

Ciro D'agostino - E' chiaro a tutti che esiste il diritto di curarsi come meglio si crede, ma certe medicine alternative vanno inquadrate nel miglior modo possibile. E' impensabile curare un tumore con le gocce di Bach o con altri metodi naturali, forse possono essere una terapia d'appoggio, ma solo se non interferiscono. Vanno bene le cure naturali, anche omeopatiche, per malattie e disturbi quotidiani (gastrite, colon irritabile, cistiti o prostatiti croniche, etc.), ma non per curare malattie oncologiche aggravate, e soprattutto le medicine alternative devono avere dei loro ambiti di utilizzo.

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