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Crotone, l’anestesista comunica il decesso del paziente e i parenti lo picchiano

Accusate di lesioni in concorso, danneggiamento, e interruzione di pubblico servizio le due donne che hanno colpito un medico anestesista e gli infermieri quando è stato comunicato il decesso del loro caro.

Cronaca
Pubblicato il 4 agosto 2018, alle ore 13:19

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Crotone, l’anestesista comunica il decesso del paziente e i parenti lo picchiano

Grave ed ingiustificabile gesto di aggressione multipla a carico degli operatori sanitari, medici e non“: con queste parole l’Ordine dei Medici della provincia di Crotone ha condannato la reazione dei parenti alla comunicazione della morte del loro caro, un giovane di 33 anni di Rosarno (Reggio Calabria).

All’anestesista che si trovava in servizio nel reparto Rianimazione dell’ospedale civile “San Giovanni di Dio” di Crotone è toccato il triste compito di comunicare il decesso del 33enne ai familiari, che hanno reagito al dolore scagliandosi contro il medico e gli infermieri accorsi a difenderlo.

Quattro persone della provincia di Reggio Calabria, due uomini e due donne, si sono scagliate contro l’anestesista e l’hanno colpito con violenza utilizzando qualsiasi oggetto contundente che trovavano a portata di mano. Stessa sorte è toccata agli infermieri accorsi in aiuto del medico. Il pestaggio ha avuto fine soltanto con l’intervento degli agenti.

In particolare, sono state denunciate a piede libero le due donne “per lesioni in concorso, danneggiamento ed interruzione di pubblico servizio“, come si legge sul sito del Corriere. L’anestesista, subito soccorso dal personale presente, è stato ricoverato nello stesso ospedale, nel reparto di chirurgia, per un trauma cranico e addominale.

L’Ordine dei Medici della provincia di Crotone ha condannato l’accaduto, sottolineando che non è la prima volta che “chi si è adoperato al massimo per prestare la migliore assistenza” venga aggredito. Ha fatto notare inoltre che, al ricovero, il giovane paziente versava già in condizioni particolari “di acclarata criticità”, il che era stato fatto presente.

Quest’ultimo gesto “si ascrive, purtroppo, nell’ ampio fenomeno di aggressioni nel settore sanitario che in Italia, ad oggi, conta circa 3.000 episodi all’anno (stante i soli casi denunciati)”. Nella lettura e condanna dell’accaduto, l’Ordine dei Medici ha lanciato un appello perché le forze politiche, sociali, le istituzioni tutte, prendano a carico il problema, in “difesa dei medici e di tutti gli operatori sanitari, impegnati al servizio della collettività per la tutela della salute dei cittadini, bene garantito dall’Art. 32 della Costituzione“.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Quando una persona cara se ne va, le reazioni sono molteplici. C'è chi piange e chi prega, chi s'arrabbia e chi tiene dentro. Tutti siamo pronti a condannare il gesto di violenza, ma penso che sarebbe più utile trovare le strategie per accompagnare chi si trova nel dolore a contenere la rabbia e a vivere il momento con dignità. Essere già a conoscenza della gravità di una persona cara può preparare la persona...ma non le toglie lo strappo.

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