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Caso Roberta Ragusa, il figlio per la prima volta in tv: "Mio padre non è un assassino"

Daniele Logli, ospite della trasmissione "Quarto Grado" ricostruisce i momenti precedenti e successivi alla scomparsa della madre e parla del suo rapporto con i genitori.

Cronaca
Pubblicato il 21 ottobre 2018, alle ore 14:00

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Caso Roberta Ragusa, il figlio per la prima volta in tv: "Mio padre non è un assassino"

Sono trascorsi quasi 7 anni dalla scomparsa di Roberta Ragusa da San Giuliano Terme in provincia di Pisa. La donna è scomparsa nel nulla durante la notte tra il 12 e il 13 gennaio 2012. Nonostante il tempo passato, il figlio Daniele Logli non perde le speranze di poter riabbracciare un giorno la madre.

Ospite in esclusiva nella trasmissione “Quarto Grado“,  il ragazzo che all’epoca dei fatti aveva solo 15 anni, è convinto dell’innocenza del padre e ripercorre insieme al conduttore Gianluigi Nuzzi, i momenti che hanno preceduto la scomparsa della donna. Il giovane racconta che la sera dell’allontanamento avevano cenato tutti insieme e non c’era nulla di strano.

I ricordi di Daniele Logli

Un episodio però che colpì Daniele, fu il fatto che quando lui andò a dormire, la mamma lo raggiunse in camera per rimboccargli le coperte ed augurargli buona notte perchè erano anni che non lo faceva. La mattina della scomparsa, poco prima che suonasse la sveglia, il padre lo chiama comunicandogli che la madre era sparita e non si trovava.

In quel momento il ragazzo sottovaluta la gravità della situazione e va a scuola come se nulla fosse accaduto, pensando che la madre fosse uscita di buon mattino per un impegno personale. Alla domanda del giornalista se avesse sentito discutere i genitori la notte prima della scomparsa, nega che ci sia stato un litigio tra i genitori ed afferma di non aver sentito nulla.

Ha anche espresso la convinzione della totalità estraneità del padre nella scomparsa della madre. Queste le sue parole: “Io sono convinto che mio padre non abbia toccato nemmeno un capello a mia mamma, non ho nessun dubbio“.”Spero che lei torni, che stia bene. Noi saremo sempre pronti a riaccoglierla – ha dichiarato – secondo me ci sono buonissime probabilità che mia madre sia ancora viva“.

Attendiamo l’esito del ricorso in Cassazione per conoscere i risvolti giuridici di questo caso che ha appassionato ed appassiona milioni di italiani.

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Cosa ne pensa l’autore
Beatrice Cinnirella

Beatrice Cinnirella - Una storia dai contorni poco chiari sin dall'inizio delle indagini. Una donna che scompare nel nulla senza lasciare alcuna traccia di sé. Sembra una storia uscita da un racconto di Agata Christie. Le prove a carico del marito non sono gravi, precise e concordanti, secondo me, Troppe lacune. Staremo a vedere se ci sarà un colpo di scena o la sentenza verrà confermata.

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