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Roma

Carabiniere ucciso, finisce sotto inchiesta il collega Varriale. La procura militare vuole fare chiarezza sulla vicenda

Non si fermano le indagini sul caso Cerciello: i magistrati intendono fare chiarezza sui fatti raccontati dal collega Varriale. Le sue contraddizioni lo hanno fatto finire sotto inchiesta e la procura militare vuole fare luce sulla vicenda.

Cronaca
Pubblicato il 9 settembre 2019, alle ore 10:24

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Carabiniere ucciso, finisce sotto inchiesta il collega Varriale. La procura militare vuole fare chiarezza sulla vicenda

Non si fermano le indagini sulla morte di Mario Cerciello, il carabiniere ucciso nella notte tra il 25 e il 26 luglio. Adesso a finire sotto inchiesta è proprio il suo collega, Andrea Varriale, la cui esposizione dei fatti ha fatto insospettire i magistrati.

Le varie contraddizioni dell’uomo sono infatti al vaglio della procura militare che intende fare luce sulla vicenda e accertare le responsabilità di Varriale riguardo a quanto avvenuto. Sono emersi nuovi dettagli che stanno permettendo pian piano agli inquirenti di ricongiungere diversi tasselli e portare alla verità.

Ad esempio, grazie ad una chat su WhatsApp è stato possibile comprendere come siano arrivati all’appuntamento Varriale e Mario Cerciello Rega. I due carabinieri erano a conoscenza che Sergio Brugiatelli non era una vittima di scippo, ma un personaggio coinvolto in uno spaccio-truffa, come dimostra la telefonata del vicebrigadiere ucciso con la centrale.

A gettare ombre sui fatti accaduti ci sono le bugie di Varriale: nel primo verbale il carabiniere ha ammesso di avere avuto con sé l’arma, mentre successivamente, davanti al pm, ha sostenuto di non averla. Una contraddizione non da poco, che ha dato spazio ai legali di Finnegan Lee Elder e Christian Natale Hjort di sostenere che un pubblico ufficiale, principale testimone dell’omicidio, che ha mentito a verbale, risulta inattendibile.

Un altro fatto da chiarire è come mai i due carabinieri quella sera non fossero in possesso della pistola d’ordinanza, che i carabinieri sono obbligati a portare con sé anche quando svolgono un’operazione in borghese.

La procura sta anche valutando l’intera organizzazione dell’operazione svolta quella notte. Infatti, in caso di estorsione, è previsto l’intervento dei militari in borghese, ma anche di altri in divisa che circondano la zona. Invece, quando Cerciello e Varriale sono andati all’appuntamento con i due americani, erano da soli.

Sono quindi tanti i punti su cui dovrà fare chiarezza il procuratore Antonio Sabino, alla cui attenzione sono stati posti gli atti riguardanti la vicenda. 

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Cosa ne pensa l’autore
Giacoma Chimenti

Giacoma Chimenti - La morte di Cerciello è una delle tragedie che ha maggiormente sconvolto l'opinione pubblica. Adesso, sapere che forse la sua morte avrebbe potuto essere evitata getta nello sconforto tutti coloro che credono nella giustizia e in particolar modo la famiglia che sta ancora soffrendo amaramente per la sua scomparsa. Che emerga la verità, ma quella vera!

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