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Palermo

Busta con proiettile a Claudio Fava, presidente antimafia Sicilia. Si indaga

Un proiettile calibro 7,65 è stato recapitato al presidente della commissione regionale Antimafia, Claudio Fava. La Digos indaga e Fava non intende sottomettersi alle intimidazioni

Cronaca
Pubblicato il 8 ottobre 2018, alle ore 14:46

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Busta con proiettile a Claudio Fava, presidente antimafia Sicilia. Si indaga

Questa mattina, il presidente della commissione regionale Antimafia, Claudio Fava, ha ricevuto una busta che conteneva un proiettile.

In questo momento la commissione Antimafia, guidata da Fava, sta lavorando in questo periodo al caso del “sistema Montante”, ex presidente di Sicindustria che è stato arrestato per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e sul depistaggio nella strage Borsellino.  

La Digos ha provveduto immediatamente al sequestro della busta e del proiettile e ha avviato le indagini del caso.

I fatti

La busta che conteneva un proiettile calibro 7,65 destinato al presidente della commissione regionale Antimafia, Claudio Fava, si trovava con il resto della corrispondenza presso gli uffici della commissione Antimafia a Palazzo dei Normanni, Palermo. 

Sono stati i collaboratori del presidente regionale Antimafia a scoprirne il contenuto dopo aver aperto la busta ed avvisare la Digos. Gli agenti hanno immediatamente sequestrato la busta e il proiettile e stanno indagando. All’interno della busta, oltre il proiettile, non c’era altro. 

Claudio Fava, che si trovava a Catania, non intende indietreggiare a seguito delle intimidazioni ha dichiarato appresa la notizia: “La busta è arrivata all’Ars alla presidenza della commissione Regionale antimafia. Io non l’ho aperta perché sono a Catania. I funzionari della commissione hanno allertato immediatamente la questura di Palermo. Gli agenti della Digos sono intervenuti e stanno indagando. In questo momento non ho commenti da fare. Posso solo dir che si va avanti nonostante le intimidazioni”.

Il presidente Fava ha ricevuto diversi messaggi di solidarietà e supporto da esponenti politici e istituzionali. Gianfranco Miccichè, presidente dell’Assemblea regionale siciliana, ha per esempio detto “Esprimo massima solidarietà, anche a nome dell’intero Parlamento siciliano, all’onorevole Fava vittima dell’ennesimo preoccupante episodio intimidatorio, che rivela un clima di odio che va condannato. Siamo certi che Fava proseguirà nel suo impegno politico di denuncia e per l’affermazione della legalità, senza lasciarsi turbare da questo vile episodio”.

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Cosa ne pensa l’autore
Giovanna Barone

Giovanna Barone - Vivo in una terra meravigliosa dove la mafia, purtroppo, esiste ed è presente. Tuttavia, la Sicilia è anche la terra di uomini, eroi forti, valorosi e coraggiosi, che hanno lottato e lottano contro di essa ogni giorno. Questo è quello che dovremmo ricordare e fare presente anche agli altri, con orgoglio, quando la mafia intimidisce. No alla mafia!

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