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Brescia: uccisa e sepolta in giardino, l’amante confessa al ritorno dalle vacanze

La 35enne bresciana era sparita da luglio scorso. L'assassino è il suo collega di lavoro ed ex amante che ha confessato l'omicidio di fronte ai Carabinieri.

Cronaca
Pubblicato il 21 agosto 2018, alle ore 11:39

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Brescia: uccisa e sepolta in giardino, l’amante confessa al ritorno dalle vacanze

Nonostante il grande impiego, le intercettazioni delle celle telefoniche e delle telecamere della città di Brescia, senza la confessione di Fabrizio Pasini i carabinieri avrebbero faticato a ritrovare il cadevere di Manuela Bailo. L’aveva gettata oltre i campi di granoturco, tra chiuse antiche e attrezzi per lavorare la terra, in una buca coperta da una lamiera.

Il sindacalista Uil era tornato da poco dalle vacanze con moglie e figli, quando i il nucleo operativo di Carabinieri gli ha mostrato gli indizi e le prove che avrebbero potuto incastratro. A quel punto, Pasini, dopo essersi visto mostrare il mandato di perquisizione è crollato, confessando l’omicidio e indicando agli inquirenti il luogo in cui era nascosto il cadavere.

A nulla sono valsi i tentativi di Pasini di negare l’omicidio, giustificandolo come un incidente. I due erano colleghi di lavoro, Pasini sindacalista Uil, Manuela era dipendente nello stesso Caf, ed è proprio lì che la donna si era innamorata dell’uomo. Per lui, la vittima, aveva lasciato il suo fidanzato, Matteo Sandri, con il quale conviveva. Una storia d’amore sicuramente chiacchierata e nascosta alla mamma di Manuela, Patrizia. Quest’ultima, ex dipendete dello stesso Caf in cui lavorava la figlia, aveva conosciuto Pasini e ad oggi non riesce a dare una spiegazione a quanto successo.

Da svelare ancora il luogo e il giorno esatto dell’omicidio, ma gli investigatori sono convinti che l’omicidio si sia consumato a casa della mamma di Pasini nel sabato pomeriggio. Dopo, l’assassinio, avrebbe dato via alla sua messa in scena, inviando messaggi falsi a Sandri, alla famiglia e ai colleghi di lavoro. Tutto questo fino al 30 luglio quando il cellulare è sparito.

Increduli alcuni colleghi, come Mario Bailo, segretario Uil e omonimo della vittima, il quale aveva visto Pasini; i due avevano chiacchierato e l’omicida aveva raccontato delle sue vacanze in Sardegna. “Stavo parlando con un assassino, spero marcisca dentro” ha dichiarato Bailo.

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Cosa ne pensa l’autore
Ciro D'agostino

Ciro D'agostino - Quando un uomo commette un omicidio, occulta il cadavere, ritorna a casa e parte per le vacanze, si è davanti ad un punto di non ritorno. Al di là di ogni deduzione psicologica, ci ritroviamo a piangere l'ennesima vittima, l'ennesima donna uccisa da un amante probabilmente geloso o che non accettava di essere diventato un ex amante per il quale la donna aveva lasciato il proprio uomo. Ci sono ancora molti punti da chiarire nella vicenda, ci auguriamo che la giustizia faccia il proprio corso e a differenza del solito che a Pasini gli venga data la giusta condanna.

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