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Brescia, sventa un tentativo di furto e subisce una pena più alta di quella del ladro

A Brescia un uomo sventa un tentativo di rapina ad un bancomat e riceve una pena più aspra di quella dei criminali. Ecco la storia di Giuseppe Chiarini che lo ha lasciato perplesso.

Cronaca
Pubblicato il 6 dicembre 2017, alle ore 10:24

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Brescia, sventa un tentativo di furto e subisce una pena più alta di quella del ladro
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Che in Italia l’applicazione di alcune leggi sia paradossale è risaputo, ma delle volte si riescono a raggiungere delle vette davvero inaspettate. La vicenda si svolge a Brescia dove un uomo, Giuseppe Chiarini, ha sventato una tentata rapina. Peccato che abbia ricevuto una pena più alta del malvivente che stava compiendo il delitto. Ma andiamo con ordine.

Era il 2016, durante la notte tra il 29 e il 30 del mese di Gennaio Cristian Filimon, 20enne romeno, e la sua banda stavano tentando di manomettere un bancomat facendolo saltare in aria. È in quel momento che interviene Giuseppe Chiarini che con un colpo di fucile colpisce ad un braccio uno dei complici facendolo fuggire. Il colpo è partito dal balcone di casa Chiarini.

Filimon e la sua banda non erano nuovi a tentativi di furto di questo genere: per molti mesi infatti hanno preso di mira i bancomat di mezza provincia di Brescia. Nonostante l’atto criminoso del membro della banda, ha subito comunque una pena meno severa rispetto a quella di Chiarini che, da “salvatore” si è trasformato in “criminale” rendendo di fatto il complice la “vittima”.

Giuseppe Chiarini, patteggiando, è riuscito ad ottenere una pena di due anni e otto mesi e l’accusa ricevuta è quella di tentato omicidio. Per il complice ferito invece è andata diversamente: anche lui ha patteggiato ed ha ottenuto una pena di due anni e quattro mesi. Filimon ha subito una pena più aspra, aggiudicandosi quattro anni e otto mesi. Infine gli altri complici hanno subito una pena che varia tra i tre e i quattro anni.

Quando l’uomo ha appreso di aver ricevuto una pena più severa del ladro che stava tentando il furto è rimasto davvero molto perplesso. Quella notte sentì dei rumori e, preoccupato, accorse a vedere cosa stesse succedendo. Vide degli uomini incappucciati che gli intimavano di rientrare a casa. Spaventato, ha deciso di imbracciare il suo fucile e sparare per mettere in fuga i ladri. Probabilmente, se il ladro non dovesse essere più in grado di provvedere da solo al suo sostentamento, sarà compito di Chiarini risarcirlo.

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Cosa ne pensa l’autore
Alessandro Diego Di Domenicantonio

Alessandro Diego Di Domenicantonio - Pena giusta? Pena sbagliata? Chi sono io per decidere? So solo che l’azione di Chiarini è stata presa in maniera troppo avventata. Perché imbracciare un fucile per mettere in fuga i ladri? Sarebbe stato più saggio avvertire la polizia. Per Chiarini non era una situazione di pericolo personale, quindi sarebbe stato indubbiamente meglio chiamare chi di dovere.

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