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Brescia, il papà lo sgrida per i brutti voti a scuola: bimbo si impicca a 8 anni

Il tragico evento ha avuto luogo nella Bassa Bresciana. Dopo un litigio con il padre per motivi legati al rendimento scolastico, un bambino di 8 anni ha deciso di togliersi la vita

Cronaca
Pubblicato il 9 febbraio 2018, alle ore 16:51

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Brescia, il papà lo sgrida per i brutti voti a scuola: bimbo si impicca a 8 anni

In provincia di Brescia, un bambino di soli 8 anni si è impiccato dopo un acceso litigio con il padre. La discussione si è verificata all’ora di pranzo. Lui, bimbo di soli 8 anni, che non vuole tornare a scuola per le lezioni del pomeriggio. E il padre che lo sgrida con vigore: “Guarda che a scuola ci devi andare“. Nulla di apparentemente grave. Non per lui però, che dentro di sé deve aver covato molta ira, un profondo senso di frustrazione, e anche tanta incomprensione da parte del proprio genitore. 

La vicenda drammatica che ha coinvolto direttamente questa famiglia di origini straniere e residente a Travagliato — assolutamente integrata, assicurano tutti coloro che la conoscono — si consuma pochi minuti dopo. Perché mentre il padre si prepara per tornare al lavoro, il piccolo si rinchiude nella sua stanza. In casa sono presenti anche la mamma e gli altri fratelli. Ad un tratto il silenzio. Il bambino non accenna ad uscire. 

Un bimbo di appena 8 anni si impicca nella sua stanza

La mamma prova dunque a chiamarlo. Ma lui nulla. Preoccupata, la signora riesce ad entrare nella camera. E il silenzio si tramuta immediatamente in un grido di dolore che mette in allerta tutto il vicinato. Il suo giovane figlio è incosciente. Avrebbe preso una sciarpa e se la sarebbe arrotolata attorno al collo. Poi in qualche maniera sarebbe riuscito a salire in cima all’armadio per poi lanciarsi di sotto. E farsi molto male.

Il povero bambino è statoimmediatamente trasferito d’urgenza all’ospedale Civile di Brescia dove è stato ricoverato in prognosi riservata. Purtroppo non è riuscito a superare la notte. Restano però molte domande, il dubbio che si possa essere trattato di una bravata finita nel peggiore dei modi. 

Non è il primo caso analogo. Alla mente torna per esempio il caso di un 13enne che a Travagliato nel 2010 si sparò con il fucile del padre. Così come nel vicino paese di Orzinuovi, stessa età e dinamica, due anni dopo. A Isorella, invece, una ragazzina di 14 anni si impiccò nell’armadio, sempre con una sciarpa nell’anno 2013. 

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Cosa ne pensa l’autore
Luca Santini

Luca Santini - Questa ennesima tragedia mette in luce un problema molto serio che concerne il rapporto tra genitori e figli. Quando di mezzo c'è il rendimento scolastico bisogna sempre prendere in considerazione tutte le fonti di ansia e preoccupazione dei propri figli. Ignorarle potrebbe avere delle conseguenza davvero gravi ed irreparabili. Questo caso è un esempio perfettamente calzante.

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