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Bologna

Bologna, soffoca e uccide la madre: "Non ce la facevo più"

Da anni aiutava la madre non più autosufficiente, fino alla giornata di ieri in cui ha deciso di soffocarla fino ad ucciderla. Agli inquirenti il figlio ha detto: "Ho sbroccato, non ce la facevo più".

Cronaca
Pubblicato il 10 novembre 2018, alle ore 09:17

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Bologna, soffoca e uccide la madre: "Non ce la facevo più"

Un dramma a cui nessuno avrebbe mai pensato di assistere, in particolar modo i vicini di casa di via Salgari, in zona Pilastro a Bologna, dove un 58enne accudiva la madre malata da tempo e non più autosufficiente. Dopo averla strozzata il figlio ha chiamato i soccorsi, spiegando loro dell’improvviso soffocamento della donna e giustificando i suoi segni attorno al collo come la prova del tentativo fatto per farla respirare ancora.

La polizia che fin da subito ha trovato il racconto del figlio inverosimile, ha ascoltato l’uomo per tutto il pomeriggio, fino a quando è arrivata la confessione. Ringranziando i poliziotti che lo avevano ascoltato per così tante ore, ha ammesso la sua colpevolezza e spiegato cosa fosse accaduto davvero durante l’orario del pranzo.

La confessione

Anche i vicni di casa descrivono Bruno Grandi, geometra bolognese di 58 anni, come un uomo riservato e buono, che si preoccupava della madre in modo amorevole. Elvira Marchioni, 85 anni, era da anni malata e negli ultimi mesi non era più autosufficiente. Il figlio si è così preso cura della donna, dovendo anche lasciare quei lavoretti che era solito fare durante la giornata.

Da quanto emerge dai racconti dell’uomo, l’85enne aveva un carattere particolare, un “peperino” così come la definiscono i poliziotti che per ore hanno parlato con il figlio. Nonostante gli aiuti che le venivano dati, non perdeva l’occasione di rinfacciare al figlio determinati episodi del passato. Durante la giornata di ieri, Bruno Grandi ha portato il pranzo sul divano in salotto dove la madre ormai stazionava senza potersi più muovere, ed è proprio qui che è avvenuto l’omicidio. Stanco dell’ennesimo rimprovero, ha messo le mano attorno al collo della donna e l’ha così soffocata.

Ai poliziotti che non hanno creduto alla sua prima versione della storia, ovvero il soffocamento della madre a causa di un boccone di cibo, ha poi rivelato di essere “sbroccato“. “Non ce la facevo più“, ha aggiunto alla sua confessione, ringraziando la Polizia per essere stati gli unici ad aver ascoltato il peso che negli ultimi mesi stava portando da solo.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Questo caso viene comunque considerato una di quelle storie di abbandono, dove un anziano e la sua famiglia vengono lasciati soli senza aiuto o supporto. Il figlio aveva bisogno di qualcuno a cui appoggiarsi e che potesse aiutarlo in un momento tanto particolare e difficile come la malattia della madre.

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