Questa tragica vicenda è iniziata la notte tra il 26 ed il 27 febbraio scorso quando al 118 arrivò la telefonata di due genitori disperati che chiedevano aiuto per la loro bambina che non respirava. I soccorsi si recarono immediatamente sul posto, un appartamento all’ultimo piano di un condominio di via Severoli 13, a Primaticcio, ma la bambina era già morta.
A far partire l’indagine della Squadra Mobile di Milano furono l’ambiente degradato dell’appartamento ed il corpicino della piccola Aurora, malnutrito e trascurato.
Le indagini furono affidate al pubblico ministero Cristian Barilli, del dipartimento reati contro i minori della Procura, ed ora sono giunte al termine con la richiesta di rinvio a giudizio per i genitori di Aurora.
Dai risultati dell’autopsia è emerso che la bambina, che al momento della sua morte non aveva ancora compiuto 9 mesi e pesava solo sei chili, veniva alimentata solo con camomilla e latte vaccino allungato con acqua; aveva una piaga sulla schiena ed una deformazione del cranio dovute al fatto che veniva lasciata per lunghi archi di tempo nella culla, senza essere girata; presentava una dermatite perché il pannolino non le veniva cambiato con la giusta frequenza e dei danni ai polmoni dovuti all’ingestione dei liquidi, che spesso le venivano dati quando era in posizione supina.
L’appartamento dove la piccola Aurora viveva con i genitori ed il nonno materno era degradato, tanto sporco da far ritrovare agli investigatori degli scarafaggi sia nel frigorifero che in alcuni cassetti. Per gli inquirenti le indagini sono state molto dure dal punto di vista psicologico, tanto da indurre il Ministero ad inviare uno psicologo di supporto.
L’autopsia ha sancito che Aurora è morta per un arresto cardiocircolatorio dovuto a “grave disidratazione” e “iponutrizione cronica e acuta” e ciò ha portato il pm a chiedere che i due genitori della piccola siano processati con l’ accusa di maltrattamenti in famiglia aggravati.
Si attende ora la decisione del gup, che dovrà decidere se processare o meno i due genitori.