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Arrestata donna coinvolta nell’omicidio della farmacista a Blufi

Arrestata la nipote di Angelo Porcello, Patrizia, coinvolta anche lei nell'omicidio della farmacista di Blufi. La donna aveva aiutato lo zio a nascondere la refurtiva, ed era a conoscenza della rapina

Cronaca
Pubblicato il 19 giugno 2014, alle ore 15:08

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Arrestata donna coinvolta nell’omicidio della farmacista a Blufi

Palermo, è stata arrestata una donna coinvolta nell’omicidio della farmacista di Blufi, uccisa lo scorso anno nel palermitano. La donna, che si chiama Patrizia Porcello, 36 anni, è stata arrestata dai carabinieri della Compagnia di Petralia Sottana ma si trovava ad Arese in provincia di Milano, dove da qualche tempo si era trasferita, ed è accusata di essere stata complice nell’omicidio di Giuseppa Jacona, 79 anni, la farmacista uccisa la sera del 21 novembre del 2013. 

Allora erano stati tratti in arresto Angelo Porcello, di 51 anni, e Gandolfo Giampapa di 19 anni, che avrebbero anche cercato di trafugare una specie di tesoretto dalla casa della farmacista. Durante i primi sopralluoghi nella casa erano stati trovati 250 mila euro in contanti, e in seguito altri 368 mila euro. In seguito ai controlli eseguiti dai carabinieri, era stato subito arrestato il 19enne mentre stava uscendo dalla farmacia; successivamente, le indagini avevano portato ad eseguire degli accertamenti in casa di Angelo Porcello, dove i carabinieri trovarono 14.760 euro e alcuni vestiti macchiati di sangue nascosti all’interno del bagno.

L’inchiesta ha portato alla luce elementi validi per identificare l’assassino, che alla fine era proprio lo stesso Porcello. L’uomo infatti avrebbe ucciso la farmacista con un colpo di coltello alla gola. Le indagini in quel periodo si erano concentrate tutte su di lui, ma gli inquirenti hanno lasciata aperta la posizione della nipote dello stesso Angelo, Patrizia Porcello, in attesa di far luce sulla sua complicità e su un ipotetico coinvolgimento nella vicenda. 

La donna, a quanto pare, sapeva tutto della rapina fatta dallo zio e aveva nascosto e protetto la refurtiva recuperata durante il colpo. La loro intenzione era quella di far calmare le acque e di ricominciare una nuova vita fuori, con un mucchio di soldi. Adesso invece la donna è stata arrestata e trasferita nel carcere di San Vittore, e dovrà rispondere del reato per complicità e conoscenza dei fatti, con l’aggravante di aver aiutato l’assassino a nascondere il bottino della rapina. La povera farmacista era stata uccisa per quel denaro, e adesso loro dovranno pagare per le colpe commesse. La donna era stata tentata dalla somma ingente e aveva collaborato per dividere la somma.

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