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Amatrice, pedofilo si finge sismologo per adescare i minori

Lorenzo si è infiltrato in modo subdolo, lentamente, nella collettività di Amatrice, riuscendo ad acquisire la loro fiducia, riuscendo a spaccare addirittura il paese in due: prometteva alloggi e aiuti, vantandosi di conoscenze, per attuare un piano criminale.

Cronaca
Pubblicato il 1 giugno 2017, alle ore 11:52

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Amatrice, pedofilo si finge sismologo per adescare i minori

Un pedofilo si è infiltrato in una comunità smembrata da una tragedia come quella di Amatrice. Lo scorso 24 agosto, alle 3 e 36 del mattino, la terra trema: i paesini di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, sono colpiti violentemente e muoiono in 299, 239 solo ad Amatrice. In questi luoghi così minuti, tutti conoscono tutti, e ciascuno ha un parente, un conoscente, morto nella catastrofe.

In tutta Italia, e anche su Internet, prende vita un passaparola per la ricostruzione: vengono istituite varie pagine Facebook per aiutare la popolazione di Amatrice: in questo clima si insinua, viscido e strisciante, un mostro. Appena avvenuto il sisma, si finge sismologo, si spaccia per un addetto della Prefettura, sostiene di potersi rendere utile per ottenere velocemente le casette di primo soccorso, i container, per avere gli aiuti necessari. Contatta in privato e in pubblico gli abitanti di Amatrice e, pur vivendo in Francia, racconta dei suoi influenti agganci.

Il soggetto si chiama Lorenzo S.B., 54 anni, e prende ad aggiornare le pagine di Amatrice sulle scosse e sulle vittime in continuazione: il paese crede alle sue parole, pare realmente una brava persona. Lorenzo il sismologo aiuta via internet, stringe amicizie con tutto il paese, ha due figlie adolescenti, bionde e incantevoli, sempre presenti sul suo profilo Facebook, spesso in costume da bagno.

Le figlie hanno ciascuna un profilo Facebook: in un’immagine paiono baciarsi con la lingua, in un’altra, sotto un bacio intenso, una scrive “io e te” rivolta al “papi”. Lorenzo definisce una delle due “sposina mia” e, in un post, una delle due ragazzine chiede addirittura “Papi, bagnetto?”, con il finto padre che risponde “arrivo”. Nessuno fa caso a quelle foto oscene, nessuno ha il tempo di approfondire. Le informazioni che rilascia Lorenzo si trovano facilmente con una semplice ricerca on line: il subdolo fa solo un copia-incolla.

Qualche abitante prende a porsi delle domande: l’abbietto si difende, spiega che sua moglie Laura è morta nel terremoto dell’Aquila e, per tale motivo, cerca di aiutare le vittime insieme alle adorabili figlie: a L’Aquila, sono morte solo due Laura, nate negli anni Trenta. I tarli prendono ad erodere la credibilità dell’individuo, e Lorenzo incomincia ad arrabbiarsi. Scrive al sindaco, insulta e minaccia gli abitanti di Amatrice:”Messaggio per quel gruppuscolo di amatriciani vicini al sindaco Pirozzi, il terremoto di quella notte ha portato via le persone sbagliate. Auguro la morte a ’ste merde”. 

Il povero paesino cade in conflitto: in molti vogliono comprendere chi sia questa persona, altri gli credono. Le persone litigano virtualmente e faccia a faccia: volano querele, e gli abitanti di Amatrice denunciano i compaesani e anche Lorenzo.

Lorenzo, nato a Padova, è da anni residente in Francia: è stato in prigione quattro volte per detenzione di materiale pedopornografico, la prima volta in Svizzera nel 2004, in Italia nel 2008. La polizia trovò in suo possesso 4 computer, 8 hard disk, 2 CD, e 3 mini hard disk contenenti materiale pedopornografico. Un computer in salotto era ancora collegato al programma “skareaza”, dal quale stava scaricando un file a contenuto pedopornografico. In Francia, nel 2012, è stato trovato in possesso di 625 foto e video pedopornografici.

La perizia psichiatrica lo definisce semplicemente “con tendenze pedofile”. La polizia francese scopre che, su Facebook, Lorenzo fingeva di essere un ragazzino dal nome Laurent: rubando le foto di un ragazzo, aveva creato un profilo fake riuscendo ad aggiungere 50 giovani amici. Utilizzando questa identità, aveva molestato Marie, una 14enne con cui aveva intrattenuto chat erotiche. Nel 2013, è stato arrestato ancora: al giudice, che chiede perché si comporti in tale modo, risponde: “Perché sono malato”.

Una volta uscito di prigione, Lorenzo si concentra sul caso di Yara Gambirasio. Su Facebook diviene Marta, una 14enne di Bergamo che prima aveva molestato, e a cui aveva rubato l’identità. Con quel profilo, scrive di conoscere l’assassino di Yara e, dopo l’arresto di Bossetti, si definisce amico del presunto assassino. Arriva a stringere, su Facebook, rapporti piuttosto stretti con la sorella di Bossetti, Laura Letizia, e con il pool difensivo, insultando e minacciando chiunque osi dubitare delle sue parole.

Nel frattempo, ha creato vari profili falsi di ragazzini, tra cui Alex e Julie, figli fake. Utilizzando Alex, ha contattato varie ragazzine, e con Lidia, una 15enne di Torino, ha stretto un’amicizia particolare: la ragazzina, per fortuna, ha compreso l’inganno, avvisando le altre giovani in contatto con il molestatore. Anche i profili delle due attuali figlie di Lorenzo, amiche degli abitanti di Amatrice, sono falsi. Nel comune di Amatrice, hanno capito l’orribile inganno che Lorenzo ha attuato, e i rapporti ed i legami perduti sono stati riallacciati.

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Cosa ne pensa l’autore
Chiara Lanzini

Chiara Lanzini - Una storia realmente incredibile, non solamente per la finzione del pedofilo con gli abitanti di Amatrice, ma nella sua totalità: quest'uomo entra ed esce dal carcere, e continua tranquillamente ad imperversare su Facebook, molestando ragazzine, dichiarando falsità su casi di cronaca. È così complesso fermarlo, sbatterlo in galera, e buttare la chiave?

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Commenti
Paola Assandri
Paola Assandri

01 giugno 2017 - 18:45:50

Ma davvero!

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