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Amatrice: i soldi degli sms solidali ci sono, ma non si spendono

A due anni di distanza dal terremoto che ha distrutto Amatrice, i soldi degli sms solidali non sono mai arrivati a destinazione a causa della burocrazia italiana e i fondi potrebbero essere investiti altrove.

Cronaca
Pubblicato il 24 agosto 2018, alle ore 17:53

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Amatrice: i soldi degli sms solidali ci sono, ma non si spendono

Non è bastata la scossa di due anni fa che ha quasi raso al suolo tutta Amatrice: a due anni di distanza, un’altra scossa colpisce la città del centro Italia. I soldi ricavati dagli sms solidali non sono mai arrivati a destinazione a causa delle lungaggini e lentezze immotivate della burocrazia italiana. Inoltre, il ricavato degli sms potrebbe non essere investito dove credevano gli italiani. 

I soldi per Amatrice, quindi, non sono spariti: sono bloccati e, con ogni probabilità, non arriveranno mai a destinazione, ovvero non arriveranno dove credevano arrivassero le migliaia di italiani che hanno fatto – un semplice messaggio telefonico – la loro donazione. A scegliere i modi e i luoghi in cui verranno erogati i fondi sarà il Comitato dei garanti istituito ad aprile 2017 dal Dipartimento della Protezione civile e dai presidenti delle quattro Regioni interessate. 

A denunciare questa incresciosa vicenda è il Sindaco Pirozzi di Amatrice, il quale sospetta che i fondi della raccolta siano spariti e, ipso facto, viene aperta un’indagine dalla Procura di Rieti. Solo a questo punto, nel settembre scorso, emerge un elenco con ben 17 progetti di ricostruzione, ma le destinazioni non combaciano. 

Come è stato spiegato ampiamente sul quotidiano La Repubblica, con la stessa raccolta di fondi sono state coperte le spese per tre terremoti diversi. In altre parole, gli sms mandati per Amatrice e relativo ricavo verranno utilizzati anche per gli altri terremoti che hanno colpito il centro Italia mesi dopo. 

Questa, però, non è l’unica beffa di questa triste vicenda. Infatti, dai 17 progetti di ricostruzione risultano scuole ed opere antisismiche da costruire nel Lazio, Umbria, Marche ed Abruzzo. E l’unica scuola realizzata nella provincia di Macerata, esattamente a Pieve Torina, è costata circa 250 mila euro. Fondi, tra le altre cose, appartenenti al comune il quale li ha solo anticipati, ma ad oggi non un obolo è stato restituito. 

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Cosa ne pensa l’autore
Ciro D'agostino

Ciro D'agostino - È una situazione davvero grottesca, verrebbe da dire una vicenda proprio all'italiana. Innanzitutto, così facendo si sta liberamente violando la volontà degli italiani, in quanto le donazioni erano per una città e non per un'altra. Inoltre, è inammissibile che all'interno dei progetti di ricostruzioni vengano inserite opere o recuperi non impellenti, quando nei luoghi del sisma ci sono ancora persone che vivono nel disagio. Una vicenda che viene resa insostenibile dai mille passaggi e dalle mille battute di arresto della nostra burocrazia.

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