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Aggressione razzista a Brindisi, picchiato per aver salutato un’amica

Un 17enne della Nuova Guinea è stato picchiato da alcuni coetanei a Francavilla Fontana. L'aggressione è stata raccontata su Facebook dal presidente del Consiglio Comunale, amico del testimone che ha messo in fuga gli aggressori.

Cronaca
Pubblicato il 12 settembre 2018, alle ore 09:59

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Aggressione razzista a Brindisi, picchiato per aver salutato un’amica

Non è trascorsa neanche una settimana dall’annuncio dell’Onu, preoccupato per la situazione in Italia riguardo il razzismo e gli atti di violenza di cui si continua a parlare in questi giorni. Neanche una settimana dalla smentita del vice premier Salvini che afferma non ci sia alcun allarme, eppure un 17enne della Nuova Guinea picchiato domenica scorsa, potrebbe dire il contrario. Il fatto è stato raccontato su Facebook dal presidente del Consiglio Comunale di Francavilla Fontana, amico del testimone che è riuscito a mettere in fuga gli aggressori, salvando così il 17enne.

Il ragazzo vittima del pestaggio razziale, è un 17enne ospite di un centro di accoglienza per minori non accompagnati di Francavilla Fontana. La sua colpa? Essere della Nuova Guinea, e aver girato con la bicicletta proprio in quel momento in cui si trovavano in zona dei suoi coetanei contro la presenza dei migranti nella loro città.

Le indagini

Da quello fin’ora ricostruito dai Carabinieri, gli aggressori avrebbero iniziato ad urlare frasi razziste al 17enne che passava vicino a loro, e che fermandosi ha voluto interaggire e fare amicizia con i gruppi presenti. Non appena il ragazzo ha saluto un’amica degli aggressori, è iniziata la violenza con calci e pugni che lo hanno fatto cadere dalla bici.

Un uomo, fortunatamente presente al momento dell’aggressiore, è intervenuto per aiutare il giovane, fingendo di chiamare la polizia e minacciando i ragazzi dell’arrivo immimente delle Forze dell’Ordine. Questi hanno deciso così di allontanarsi, lasciando la vittima a terra.

Le condizioni del ragazzo

La comunità che ospita il minore rassicura sulle condizioni del 17enne, affermando che ha ferite superficiali e non gravi. Subito dopo l’aggressione si è diretto in ospedale, ma prima di essere visitato ha deciso di andarsene e rifiutare così le cure mediche. Oltre a questo, ha assicurato di non voler sporgere denuncia, ma i Carabinieri stanno ugualmente cercando di ricostruire i fatti.

La vicenda è finita su internet, raccontata nel profilo Facebook del presidente del Consigio Comunale di Francavilla Fontana, Domenico Attanasi, amico del testimone che ha aiutato il 17enne. Da presidente e da cittadino francavillese, commenta la vicenda definendosi sdegnato e anche preoccupato per queste manifestazioni di xenofobe.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - In molti parlano del perché queste persone non dovrebbero rimanere nel nostro paese, e delle aggressioni che avvengono per mano loro. Dovremmo parlare più spesso anche di queste aggressioni, che vedono loro come vittime e specialmente sottolineare la motivazione che spinge queste persone ad alzare le mani contro di loro: inesistenti.

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