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Acino d’uva fatale: bambina di due anni soffocata in spiaggia

Attratta dall'uva, una bambina di due anni prende un acino e rimane soffocata. E' successo a Marina di Lizzano (Taranto). La sua famiglia è di Villa Castelli (Brindisi)

Cronaca
Pubblicato il 9 agosto 2018, alle ore 12:52

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Acino d’uva fatale: bambina di due anni soffocata in spiaggia

Una bambina di due anni, probabilmente sfuggita dal controllo dei genitori, ha ingoiato un chicco d’uva ed è soffocata. La tragedia è successa ieri, mentre la famiglia della piccola si trovava al mare, lungo la spiaggia libera di Marina di Lizzano, in provincia di Taranto. Inutili i soccorsi dei genitori, dei bagnini, di un medico presente e del pronto soccorso del “Santissima Annunziata” di Taranto.

Giunta da Villa Castelli, in provincia di Brindisi per trascorrere un tempo di vacanza e di relax, la famiglia della bambina si è trovata invece a confronto con la severa realtà del soffocamento della figlia per un “banale” chicco d’uva. La bambina, come fanno tutti i piccoli sempre curiosi di ciò che li circonda, aveva portato alla bocca un acino di uva, probabilmente troppo grande per lei, e nel mandarlo giù le ha ostruito la trachea.

I genitori sono intervenuti immediatamente, ma non riuscendo a far espellere l’acino sono stati presi dal panico, mentre la bambina era già in grave debito di ossigeno. Alla richiesta di aiuto sono arrivati i bagnini del “Lido Conca del Sol il più vicino stabilimento balneare dal luogo in cui si trovava la bambina.

Finalmente l’intervento di un medico del 118 ha ridato, per un momento, un briciolo di speranza quando è riuscito a far espellere l’acino d’una. Un briciolo di speranza, solo un briciolo perchè ormai la bambina non rispondeva più, era in coma e ogni tentativo di rianimarla, prima sul posto, poi durante il viaggio nell’ambulanza è stato inutile. Vana anche la corsa al pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto, dove la bambina è morta quasi subito dopo il suo arrivo.

Il magistrato di turno, come di prassi, è stato informato dell’accaduto. Ora la procura tarantina procederà con le ricerche sul caso. La mamma ora è aiuta da uno psicologo per affrontare la vita senza la sua bambina.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Mille occhi non sono sufficienti quando i bambini sono piccoli, troppo per essere in grado di avvertire i pericoli. Il dolore di questa famiglia, di questa mamma diventa il dolore di tutti coloro che si chiedono "perché", "com'è possibile". Ci vuole coraggio anche per dire qualcosa a questi genitori, perché non ci sono parole in grado di dar pace. Io prego: la loro bimba, dal cielo intercederà per loro e li proteggerà.

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