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A 108 anni trova un Bot del 1934, Bankitalia le deve 135 mila euro

Cristina Ferri, padovana di 108 anni, ha trovato il foglio d'investimento del marito commerciante, mille lire. Riconosciuto valido dal Giudice di pace con decreto ingiuntivo

Cronaca
Pubblicato il 17 settembre 2018, alle ore 07:49

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A 108 anni trova un Bot del 1934, Bankitalia le deve 135 mila euro

Son passati più di ottant’anni da quando un facoltoso commerciante ha investito mille lire. Poi il certificato di debito è rimasto lì, in mezzo ad altre carte, senza più alcun significato. Il ritrovamento e la rivalutazione del titolo farà sborsare a Banca d’Italia 135 mila euro. Beneficiaria Cristina Ferri, 108 anni di Padova, che da qualche tempo abita a Vercelli con l’unica sua nipote.

Il Certificato di debito pubblico del Regno d’Italia è stato emesso il primo di luglio del 1934, allora valeva mille lire, ma il suo valore con gli anni è aumentato, alla richiesta del denaro dovrà essere rivalutato e dovranno essere calcolati gli interessi. Il Giudice di pace, con decreto ingiuntivo, ha dato ragione all’anziana signora.

Mille lire, ora 135 mila euro

Mille lire, nel 1934, potevano bastare per acquistare una piccola casa, il facoltoso commerciante, marito della signora, aveva pensato di investirli. Poi il pezzo di carta è finito nel dimenticatoio. Forse l’anziana non sapeva nemmeno dell’investimento e se lo conosceva non ne aveva capito il valore. 

A febbraio, riordinando le vecchie carte della signora, l’importante Certificato è venuto alla luce e portato a Stefano Rossi, un avvocato dell’Associazione Italiana Risparmiatori, il quale riconosce: “Non è il primo caso che ci capita” e come le altre volte alla signora è stata suggerita “la possibilità di richiedere un decreto ingiuntivo alla Banca d’Italia per ottenere la somma con la rivalutazione, la ricapitalizzazione e gli interessi maturati“. A conti fatti il buono oggi vale 135 mila euro.

La diffida presentata da Cristina Ferri alla Banca d’Italia è stata ignorata. Così la signora ha presentato un ricorso al Giudice di pace per ottenere un provvedimento che obbligasse la Banca d’Italia a considerare il Certificato di debito. Il Giudice ha riconosciuto valida la richiesta e ha emesso il decreto ingiuntivo. 

L’avvocato Rossi ha spiegato che “La Banca d’Italia ha 40 giorni di tempo per fare opposizione al decreto“. Oltre questo termine dovrà riconoscere alla signora quanto le spetta: 135 mila euro. Secondo l’Associazione italiana Risparmiatori gli italiani posseggono almeno 30 milioni di euro in buoni postali, titoli di Stato e certificati di debito, ma molti non sanno di averli.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Tutti ad aprire i cassetti, oggi, dei vecchi armadi su in soffitta o giù in cantina, non si sa mai! Peccato che quando un anziano muore o cambia casa (spesso di riposo) si faccia in fretta a sgomberare senza nemmeno guardare cosa ci sia tra le sue carte. E pensare che tra i tesori potremmo trovare non solo buoni postali o titoli di Stato, ma anche qualche lettera, qualche pensiero o qualche vecchia foto, mai visti vita prima, di valore inestimabile per il cuore.

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