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Polemiche delle forze dell’ordine sul film "Sulla mia pelle", che narra la storia di Stefano Cucchi

Sono passati diversi giorni dalla pubblicazione su Netflix e dalla proiezione nelle sale cinematografiche del film di Alessio Cremonini dal titolo "Sulla mia pelle", con Alessandro Borghi nel ruolo di Stefano Cucchi.

Cinema
Pubblicato il 17 settembre 2018, alle ore 11:34

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Polemiche delle forze dell’ordine sul film "Sulla mia pelle", che narra la storia di Stefano Cucchi

Il 12 settembre, dopo la presentazione alla Mostra del cinema di Venezia, è stato distribuito nelle sale cinematografiche italiane il film “Sulla mia pelle“, di Alessio Cremonini, distribuito successivamente anche da Netflix, che narra l’ultima settimana di vita di Stefano Cucchi, morto il 22 ottobre 2009 a causa dei maltrattamenti subiti dalle forze dell’ordine durante la custodia cautelare. Nel momento della pubblicazione di questo film, insieme alle lacrime della sorella di Stefano, Ilaria, si è mossa di nuovo un’onda di indignazione generale; il film ha fatto commuovere e indignare milioni di italiani, che ancora non si capacitano di come un trentenne sia stato brutalmente ucciso, perché è di questo che si parla, dalle forze dell’ordine.

Insieme a quest’onda di indignazione si sono mosse in parallelo anche le forze dell’ordine, che non ci stanno a passare come sadici e assassini ed hanno puntato il dito contro il film di Cremonini. A raccogliere la protesta delle forze dell’ordine è stato il quotidiano Il Tempo, che scrive: “La controversia nasce sia per la notizia che la pellicola è stata finanziata per 600mila euro dallo Stato, sia perché si manda in giro per il mondo una storia controversa, con molti punti oscuri e soprattutto non definita processualmente ma che anzi, fin qui, ha visto sempre sentenze favorevoli agli imputati”, continuando poi “Il primo a tuonare è il Cocer dei carabinieri, l’organo di rappresentanza, che in una nota fa presente di non aver visto e di non aver alcuna intenzione di vedere il film, per cui nessun commento può essere fatto sul contenuto. Di contro ci sarebbe da indignarsi se si accertasse che lo stesso è stato prodotto con il contributo dello Stato”.

Va fatto notare però che è del tutto normale che la produzione abbia avuto accesso ai finanziamenti dello Stato, perché è questa la normativa che contraddistingue i film prodotti in Italia.”Sulla mia pelle” narra l’ultima settimana di vita di Stefano Cucchi, arrestato il 15 ottobre 2009 per possesso di hashish, cocaina e pasticche. Sin dal processo si può vedere Cucchi in condizioni precarie, che fatica addirittura a stare in piedi; successivamente verrà portato all’ospedale, dove gli viene diagnosticata la frattura della mascella, lesioni ed ecchimosi al viso, all’addome, alle gambe, al torace, alla colonna vertebrale, alla vescica.

Dopo soli 7 giorni dall’arresto, il 22 ottobre 2009, Stefano Cucchi muore; al momento della morte il 30enne romano pesava solo 37 kg. Dopo la sua morte vengono avviati vari processi: nel processo di primo grado si è deciso che il decesso è stato causato da mancate cure mediche e gravi mancanze di cibo e liquidi, mentre le lesioni che presentava su tutto il corpo potevano essere causa o di un pestaggio o di una caduta accidentale.

Il 5 giugno 2013 la III Corte d’Assise di Roma condanna in primo grado quattro medici dell’ospedale Sandro Pertini di Roma a 1 anno e 4 mesi e il primario a 2 anni di reclusione per omicidio colposo, con pena sospesa, un medico a 8 mesi per falso ideologico, mentre assolve 6 tra infermieri e guardie penitenziarie. Il 31 ottobre 2014, con sentenza della Corte d’appello di Roma, vengono assolti tutti gli imputati, fra cui i medici.

In seguito ad un ricorso della famiglia Cucchi, il 15 dicembre 2015 la Cassazione dispone il parziale annullamento della sentenza di appello, ordinando un nuovo processo per 5 dei 6 medici che erano stati assolti, che verranno poi nuovamente assolti in appello il 18 luglio 2016. Nel 2015 è partita una nuova indagine che ha portato ad un secondo processo; il 17 gennaio 2017 viene chiesto il rinvio a giudizio per omicidio preterintenzionale e abuso di autorità nei confronti dei militari dell’arma Alessio Di Bernardo, Raffaele D’Alessandro e Francesco Tedesco, accusati di aver colpito Cucchi con schiaffi, pugni e calci, facendolo cadere e procurandogli lesioni divenute mortali. Il 24 febbraio 2017 sono stati sospesi dal servizio tre carabinieri, mentre il 10 luglio 2017 ne sono stati rinviati a giudizio cinque.

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Cosa ne pensa l’autore
Giuseppe Pio Madeo

Giuseppe Pio Madeo - Incredibile il fatto che le forze dell'ordine abbiano addirittura il coraggio di controbattere e di puntare il dito contro un film che espone una verità tristemente nota in tutta Italia, ma che purtroppo non è stata equamente riscontrata dai giudici. "Sulla mia pelle" è un film bellissimo, consigliato a tutti, dai più piccoli ai più grandi, che fa capire quanto chi dovrebbe proteggerci a volte fa tutto il contrario.

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