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Roma

Michael Keaton a Roma: "Il Caso Spotlight è un film importante"

L'attore Michael Keaton, affiancato dal giornalista Walter Robinson, vincitore insieme al suo team del pulitzer per la sconvolgente inchiesta sulla pedofilia nella Chiesa Cattolica a Boston, ha presentato il film "Il Caso Spotlight"

Cinema
Pubblicato il 24 gennaio 2016, alle ore 10:10

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Michael Keaton a Roma: "Il Caso Spotlight è un film importante"

Michael Keaton, oggi a Roma, affiancato dal Walter Robinson, il giornalista del Boston Globe, da lui interpretato nel film “Il Caso Spotlight”; i due hanno partecipato ad un’intervista promozionale della pellicola di Tom McCarthy candidata già a sei premi Oscar.

Sicuramente straordinaria la presenza di Robinson, reale protagonista delle vicende narrate nel film che insieme al suo team di colleghi giornalisti ha vinto il premio Pulitzer grazie alle coraggiose e sconvolgenti indagini che hanno rivelato gli inquietanti retroscena della Chiesa Cattolica di Boston.

Non sorprende di conseguenza che durante l’intervista si sia parlato per la maggior parte del tempo dell’attività giornalistica o meglio di questa tappa fondamentale del giornalismo investigativo; è stato lo stesso attore Michael Keaton a spostare l’interesse sui temi fondamentali del film e sul ruolo importante dei giornalisti nell’informazione d’oggi, dichiarando: “Il caso Spotlight è un film importante, è importante che se ne parli, ma per quanto ritenga importante il ruolo dell’arte, qui non siamo noi attori, gli eroi: sono i giornalisti come Walter, per il lavoro che hanno fatto.”

Il Caso Spotlight deve il suo titolo al nome del team di giornalisti investigativi del quotidiano statunitense che ha lavorato all’inchiesta; giornalisti di altri tempi che ormai stanno scomparendo da quanto dichiarato da Robinson che ha colto l’occasione di sottolineare il grande problema che negli ultimi anni ha colpito il giornalismo d’inchiesta.

Robinson ha infatti affermato:  “Internet toglie ai giornali i soldi che servirebbero per fare un grande giornalismo d’inchiesta, e tanti posti di lavoro sono andati perduti. I lettori vogliono che continuiamo confrontarci col potere e fargli domande, a metterlo alle corde di fronte alle sue responsabilità, e se non lo facciamo la democrazia muore.”

L’intervista si è poi spostata sul tema centrale del film: la pedofilia all’interno della Chiesa Cattolica. Sia Keaton che Robinson hanno sottolineato l’importanza di conoscere questi eventi e denunciarli senza però minare alla fede cattolica, a dover essere condannati sono coloro che praticano abusi sui minori, coloro che non hanno rispetto dell’innocenza e che per questo vanno perseguiti e puniti. Ed è ora che la Chiesa faccia qualcosa di concreto.

Il Caso Spotlight sarà nelle sale italiane a partire dal prossimo 18 febbraio, mentre dal 9 dello stesso mese si potrà trovare in libreria “Tradimento”, il volume edito da Piemme Edizioni, che raccoglie l’intera inchiesta svolta e pubblicata da Robinson e gli altri giornalisti di Spotlight.

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Cosa ne pensa l’autore
Sophi Zanin

Sophi Zanin - Michael Keaton, grazie alla partecipazione del giornalista Walter Robinson, ha dato vita ad un'interessante intervista promozionale che ha toccato temi e punti di vista molto importanti che l'informazione e il giornalismo d'oggi non possono e non devono tralasciare. Robinson ha sottolineato l'importanza del ruolo del giornalista come indagatore e rappresentate del popolo contro la supremazia del potere politico e religioso. é fondamentale che la gente sappia e conosca i fatti accaduti all'interno della Chiesa cattolica di Boston legati agli abusi sui minori e pedofilia ed è oltremodo importante che le persone siano consapevoli degli atti che la Chiesa dovrebbe compiere a tale proposito. Il tema dell'intervista e del film a me sembrano chiari: L'informazione è l'unica arma che abbiamo contro l'ignoranza e la stiamo vanificando se non permettiamo la libertà di parola e indagine.

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