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“Gomorra” diventa la serie più vista nella storia della pay-tv

La prima stagione di "Gomorra-La serie", andata in onda su Sky Atlantic HD e Sky Cinema 1 HD, ha registrato un successo senza precedenti nella storia delle pay-tv, con una media di 700 mila spettatori a puntata

Cinema
Pubblicato il 12 giugno 2014, alle ore 12:08

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“Gomorra” diventa la serie più vista nella storia della pay-tv

“Gomorra” si rivela il programma di fiction più visto nella storia della pay-tv. La serie è tratta dall’omonimo libro di Roberto Saviano, un best-seller tradotto in 52 paesi e che ha venduto più di 12 milioni di copie, di cui 10 milioni all’estero. Proprio come il libro, ha ottenuto un grande riscontro fino a divenire la serie più vista nella storia della televisione a pagamento.

Ideata da Roberto Saviano e diretta da registri illustri quali Francesca Comencini, Claudio Cupellini e Stefano Sollima, è andata in onda sulla piattaforma Sky, che si è fatta carico della sua produzione insieme a Cattleya ed a Fandango. Le riprese sono state effettuate tra Napoli, Roma, Barcellona, Milano e Ferrara a partire dal marzo del 2013 e il 6 maggio 2014 è iniziata la messa in onda su Sky (la messa in chiaro verrà in un momento successivo sul canale La7).

I 12 episodi hanno trovato grande riscontro tra il pubblico, con una media di 700 mila spettatori a puntata ed una punta di 850 mila spettatori per il finale di stagione andato in onda il 10 giugno scorso. Anche il popolo di Twitter ha risposto positivamente, con l’hashtag #GomorraLaSerie entrato nella classifica dei trending topic fin dalla prima puntata. Il successo ottenuto dalla serie, sia di pubblico che di critica, ha indotto Sky ad annunciare che ci sarà una seconda serie.

Non sono però mancate le polemiche e gli inviti al boicottaggio da parte di coloro che considerano la serie negativa e diffamatoria per l’immagine di Napoli e del nostro paese; polemiche che d’altronde hanno accompagnato tutta la produzione di Saviano, il quale ha precisato che “La sfida era raccontare il male dal suo interno, mantenendo credibilità, alleggerendo la narrazione senza suscitare mai empatia. Avevamo l’ambizione di tracciare una via italiana alternativa per le serie tv per non ricalcare le produzioni americane. Non volevamo raccontare la camorra al mondo, ma al contrario raccontare il mondo attraverso la camorra“. I risultati hanno dato ragione a Saviano ed hanno mostrato che una serie, per aver successo, non deve essere basata sulla contrapposizione buono-cattivo; in Gomorra non vi sono “buoni”, personaggi nei quali immedesimarsi o con cui solidarizzare. E’ narrata la realtà della camorra, nuda e cruda, e forse è stata proprio questa autenticità della narrazione a catturare i telespettatori.

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