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Festival Cannes 2018: trionfa il film di Kore-Eda, ma c’è spazio anche per l’Italia

Il Festival di Croisette si è concluso assegnando la Palma d'Oro al film giapponese "Un affare di famiglia", ma anche l'Italia può essere orgogliosa, grazie a due premi vinti.

Cinema
Pubblicato il 21 maggio 2018, alle ore 10:44

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Festival Cannes 2018: trionfa il film di Kore-Eda, ma c’è spazio anche per l’Italia

Il Festival di Cannes 2018, nonostante alcune polemiche, ha chiuso la kermesse sabato sera con la vittoria della Palma d’Oro al film “Un affare di famiglia” del regista giapponese Kore – Eda. Il Festival di Cannes, terminato sabato sera, ha dato vita a una kermesse ricca di tanti film e anche di grandi soddisfazioni per l’Italia. Sebbene non si sia aggiudicata la Palma d’Oro, il cinema italiano può essere orgoglioso dei risultati ottenuti. L’Italia ha ottenuto due premi importanti: il premio come Miglior Attore Protagonista a Marcello Fonte per Dogman di Matteo Garrone e per la Migliore Sceneggiatura ad Alice Rohrwacher per Lazzaro felice.

Grazie al film di Matteo Garrone e alla Rohrwacher, il cinema italiano torna protagonista al Festival dopo un anno difficile. L’Italia è stata davvero protagonista, non solo grazie ai film, ma anche grazie all‘allegria di Benigni, ma anche al discorso fatto da Asia Argento sul caso Weinstein. Oltre al premio de la Palma d’Oro, la giuria ha assegnato un premio importante a Jean Luc Godard con il suo Livre d’image.

La Palma d’Oro è stata vinta da Un affare di famiglia del regista giapponese Kore – Eda. La sua pellicola racconta di una famiglia molto numerosa, interpretata da Frank Lily nei panni di OSamu e della compagna Noboyu, interpretata da Sakura Ando. Una famiglia allargata, i cui legami non sono sempre legati a vincoli di sangue. Una famiglia che, per cercare di sopravvivere, si dedica a dei crimini, come furti nei negozi, ma anche una famiglia molto unita.

Cate Blanchett, la presidente di giuria del Festival, si dice entusiasta dei risultati ottenuti e dei film che lei e gli altri giurati hanno visionato. “Era un’annata molto forte con grandi talenti e grandi ruoli, sicché è stata una decisione difficile, ma diciamo che non è mai scorso il sangue. Alla fine ha vinto un film che sa coniugare grazia e profondità, maestria e umanità”.

Oltre al premio più importante, ve ne sono stati altri, come Miglior regia per Cold War; il Premio della Giuria è stato assegnato a Cafarnao sulla tematica dell’immigrazione; la Palma d’Oro al cortometraggio è stato assegnato a All these creatures di Charles Williams e una menzione speciale è stata data alla pellicola On the border di Wei Shijun.

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Cosa ne pensa l’autore
Simona Bernini

Simona Bernini - Come al solito, chi è dato per favorito non vince quasi mai (vedi Cold War e Cafarnao). Sono molto contenta che l'Italia abbia potuto mostrare le sue grandi qualità e sia stata premiata aggiudicandosi ben due titoli, a Marcello Fonte e ad Alice Rohrwacher. Ora non resta che attendere il giudizio del pubblico.

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