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"Chiamami col tuo nome" vietato in Tunisia: "Evitiamo i problemi"

Tematica omosessuale negata per tutti i tunisini che pensavano di poter recarsi al cinema già da stasera per vedere il film di Luca Guadagnino, candidato a 4 Oscar.

Cinema
Pubblicato il 28 febbraio 2018, alle ore 15:11

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"Chiamami col tuo nome" vietato in Tunisia: "Evitiamo i problemi"

Ancora un divieto: è questo quello che è accaduto nel mondo del cinema tunisino dove il ministero degli Affari Culturali ha negato il rilascio del visto per la proiezione del film “Chiamami col tuo nome” (Call Me by Your Name) di Luca Guadagnino che era previsto al cinema già dalla giornata di oggi presso “Le Colisèe” della capitale della Tunisia.  

A rendere nota la notizia è stata proprio la sala cinematografica di Tunisi che, attraverso il proprio profilo facebook ha diffuso la volontà del ministero degli affari. Nessun post di spiegazione, ma semplicemente il cambio di immagine nell’evento del film “Chiamami col tuo nome” dove sopra al nome del film è stato riportato un timbro con scritto “Annulè”, e cioè annullato.  

In molti hanno commentato questa decisione proprio sul social network, all’interno della pagina dell’evento dove si possono leggere frasi come “l’omofobia ha colpito ancora” e “l’omofobia ha cancellato la visione di un buon film”. Il film in questione è stato girato nella campagna lombarda ed è tratto dal romanzo di Andrè Aciman che racconta di esperienze sentimentali tra due uomini durante un’estate italiana.  

Nonostante il film di Guadagnino abbia ricevuto quattro nomination agli Oscar (migliore film, miglior canzone originale, miglior sceneggiatura non originale e Timothèe Chalamet migliore attore) le motivazioni per vietare la riproduzione del film del ministero degli Affari Culturali sembrano aver avuto la meglio.  

I media locali spiegano che la decisione è stata presa per evitare qualsiasi tipo di problematica rivolta all’omosessualità. Non è la prima volta infatti che questa cosa succede; anche in passato era stata fatta la stessa scelta negando la visione al popolo della Tunisia anche dei film “La vita di Adele” di Abdellatif Kechiche e del documentario “Upon the shadow” di Nada Mezni Hafaiedh, quest’ultimo vincitore del Tanit di Bronzo alle Giornate cinematografiche di Cartagine.

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Cosa ne pensa l’autore
Dèsirèe Dalla Fontana

Dèsirèe Dalla Fontana - Il fatto che un film che parla di tematiche omossessuali venga vietato la dice lunga su quanto in determinati paesi la libertà non sia ancora esistente. Purtroppo ci sono argomenti che sono ancora taboo e questo non facilita le cose: sia che si parli di omosessualità, che di razzismo, oppure di violenza e altre tematiche spesso messe a tacere.

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