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Benigni, premiato a Forte dei Marmi, dedica il riconoscimento a chi non c’è più: il PD

Premiato a Forte dei Marmi con il premio Satira 2018 alla carriera, Roberto Benigni ha voluto dedicare il riconoscimento a qualcuno che non c’è più: il Partito Democratico. Il comico ha poi detto la sua sui fondi spariti della Lega.

Cinema
Pubblicato il 9 luglio 2018, alle ore 16:55

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Benigni, premiato a Forte dei Marmi, dedica il riconoscimento a chi non c’è più: il PD

Ringrazio tutti per questo premio e come si fa sempre in queste occasioni, anche io voglio dedicare questo premio a chi non c’è più e per questo lo dedico al Pd”. Roberto Benigni non si smentisce mai. Il comico mattatore ha voluto dedicare al PD il premio Satira 2018 alla carriera, un partito uscito con le ossa rotte dalle ultime elezioni dello scorso 4 marzo.

Come immaginabile, la cerimonia per il riconoscimento consegnatogli a Forte dei Marmi si è tramutata in un’occasione propizia per dar vita ad uno dei suoi memorabili show. E una volta ritirato il premio dalle mani di Serena Dandini, l’attore non poteva certo sottrarsi da dire la sua sull’attuale scenario politico italiano.

Ma Benigni non si è limitato a punzecchiare il solo PD. Per dimostrare la sua indole bipartisan, non ha risparmiato qualche battutina anche all’attuale governo, bersagliando in particolar modo la Lega. “Ora c’è questo problema dei 49 milioni di euro della Lega che sono spariti, ma se l’anno prossimo Cristiano Ronaldo dovesse giocare nella Lega, avremmo capito dove sono finiti”.

La satira è poi continuata prendendo di mira Matteo Salvini. Non a caso dopo aver fatto presente di essere lieto che il premio sia andato ad un comico italiano, ha aggiunto le seguenti parole: “Basta con questi comici africani e di colore: prima i comici italiani”. Non contento, l’interprete di Johnny Stecchino ha poi aggiunto che ultimamente sono state eseguite delle transazioni finanziarie molto sofisticate, estero su estero. “Salvini è innocente, troppo complicato per lui”.

Non ancora pago, Roberto Benigni ha aggiunto che è importante che la satira faccia ridere, ma deve allo stesso tempo diventare uno spunto per aprire una serie di riflessioni. “Dici Salvini e scoppi a ridere, poi aggiungi ministro dell’Interno e allora rifletti”. Da qui, prima di strappare un lungo applauso con tanto di standing ovation, il premio Oscar ha ribadito che quando ci si diverte il tempo vola, ma anche che “è già un mese che c’è il governo e guarda che risate”.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Sappiamo bene per quale schieramento politico patteggi Roberto Benigni. Da qui è logico concludere che Salvini debba più di altri essere bersagliato dalla sua satira, la stessa che non nasconde che il PD abbia fatto di tutto in questi anni per perdere il consenso popolare: se Salvini è andato al potere, è grazie anche a queste politiche mal digerite dall’opinione pubblica.

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