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Alberto Giacometti al cinema in un film di Stanley Tucci: Final Portrait

Un grande artista e il suo processo creativo, al cinema dall'8 febbraio "Final Portrait", con protagonista Alberto Giacometti, diretto da Stanley Tucci.

Cinema
Pubblicato il 12 febbraio 2018, alle ore 09:52

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Alberto Giacometti al cinema in un film di Stanley Tucci: Final Portrait

“Final Portrait – L’arte di essere amici” è l’ultimo film diretto da Stanley Tucci uscito nelle sale italiane lo scorso 8 febbraio. Il film tratto dal libro di “Ritratto di Alberto Giacometti” scritto da James Lord, si prefigge di coinvolgere lo spettatore nella vita del pittore svizzero Alberto Giacometti e nella sua grandissima amicizia con il giovane scrittore statunitense, nonchè autore del libro, James Lord.

Un film dall’impronta profonda e talvolta inquietante e irrequieta, Giacometti è ossessionato nella sua arte dalla perfezione e dalla bellezza assolute. Il tema dell’amicizia, supper trattato in un lasso di tempo abbastanza breve per la vita dei due protagonisti, è una sensazione profonda e unica che unisce i due amici in questo particolare viaggio.

Alberto Giacometti nasce a Borgonovo di Stampa, in Svizzera, il 10 ottobre 1901. Fu un artista a tutto tondo, infatti fu pittore, scultore e incisore.

Fin da piccolo è instradato nel mondo dell’arte, in quando suo padre, Giovanni Giacometti, fu un pittore post-impressionista alquanto in auge in Svizzera alla fine dell’800. Frequenta una scuola d’arti e mestieri a Ginevra e poi, come tutti i grandi artisti dell’epoca, si dirige a Parigi, centro dell’arte per eccellenza in Europa all’inizio del secolo scorso. Entra a far parte del movimento Surrealista e realizza spesso sculture riguardati l’inconscio e il simbolismo dell’uomo e della donna.

Va ricordato che Giacometti è sempre impegnato in un’eterna ricerca estetica e di bellezza ed è proprio sul finire degli anni ’30 che abbandonerà l’interpretazione surrealista del sogno per ricongiungersi alla prima vera arte: quella della rappresentazione della natura e del reale. Latita la scultura per far spazio a tele e fogli di carta, quadri e disegni aumentano nel suo bagaglio artistico, incentra i suoi temi specialmente sui ritratti e in particolar modo sulla famiglia.

Tornerà in Svizzerà dove morirà nel 1966. “Final Portrait” non va considerato come un film biografico di un solo artista, ma Stanley Tucci con quest’opera vuole esprimere la creatività, il pensiero dell’arte, i dubbi che affronta un pittore, uno scultore o un artista in generale, mentre da sfogo al suo atto creativo. Non è solo la storia di Alberto Giacometti, ma la storia dell’arte della creazione di un’opera.

Alberto Giacometti è interpretato magistralmente, e con incredibile somiglianza, da Geoffrey Rush, attore, produttore australiano nonchè vincitore di diversi premi fra cui un Premio Oscar. James Lord è invece interpretato da Armie Hammer, giovane attore statunitense.

La pellicola cinematografica è ambientata nel 1964 a Parigi e si svolge in un arco di tempo di 18 giorni, il giovane scrittore Lord si trova in viaggio nella capitale francese e incontra l’artista Giacometti che, con molto garbo, gli chiede di essere suo modello per un ritratto

Le scenografie sono a cura di James Merifield e la fotografia è di Danny Cohen. Un film di sicuro impatto per gli amanti dell’arte che da tempo l’attendevano e credo anche per i neofiti del campo.

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Cosa ne pensa l’autore
Valentina Mariani

Valentina Mariani - Avevo sentito parlare di questo film diverso tempo fa, quando ancora la data d'uscita non era stata decisa e il film appena messo in produzione. Finalmente è uscito ed è arrivato in Italia. Sicuramente un film cardine per gli amanti del genere, magistralmente diretto e di sicuro impatto. Mi sento di consigliarlo, in quanto appunto film, anche a chi non è solito impegnarsi in film biografici.

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