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Polonia, lascia il c.t. Nawalka: per il suo posto è ballottaggio Prandelli-De Biasi

Due allenatori italiani in corsa per la panchina della Polonia. È questo lo scenario venutosi a creare dopo le dimissioni di Adam Nawalka da c.t. dei biancorossi. A proporli è stato Zibì Boniek, presidente della federcalcio polacca.

Calcio
Pubblicato il 6 luglio 2018, alle ore 18:41

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Polonia, lascia il c.t. Nawalka: per il suo posto è ballottaggio Prandelli-De Biasi

Con le dimissioni di Adam Nawalka, commissario tecnico della Polonia, si è ufficialmente aperta la successione alla panchina della nazionale polacca. L’abbandono dell’incarico, atto dovuto dopo una deludente partecipazione agli attuali mondiali di Russia, ha inevitabilmente comportato la ricerca di un sostituto.

In merito Zbigniew Boniek, ex giocatore di Juventus e Roma nonché presidente della federazione calcistica polacca, avrebbe espresso l’intenzione di trovare un tecnico al di fuori dei confini nazionali. Stando ai rumors degli ultimi giorni, in pole position troveremmo Cesare Prandelli e Gianni De Biasi. Per entrambi, rispettivamente già alla guida della nazionale italiana ed albanese, si tratterebbe di rifondare una nazionale uscita a pezzi dalla campagna di Russia.

Eppure le ambizioni alla vigilia della manifestazione erano ben altre. I toni trionfalistici serpeggiavano dallo scorso dicembre, in concomitanza con il sorteggio del tabellone. Dopo aver vinto il proprio gruppo europeo di qualificazione, la Polonia era stata inserita nel girone H come testa di serie. Colombia, Senegal e Giappone venivano visti come avversari alla portata dei bianco-rossi.

Ma nonostante l’ottimo percorso di qualificazione ai mondiali, la Polonia non è stata in grado di dimostrare sul campo tutto il potenziale che ci si può aspettare da una nazionale che occupa l’ottavo posto del ranking Fifa. Dopo le due sconfitte con Senegal e Colombia, la squadra di Nawalka era già matematicamente fuori dal Mondiale. Con questo risultato, la selezione polacca si è aggiudicata anche un record negativo: è stata la prima nazionale europea ad essere estromessa dal torneo.

Come era logico aspettarsi, stampa e opinione pubblica non hanno perdonato alle aquile bianco-rosse la disfatta. Oltre ad un gioco inconcludente, è emersa anche una spaccatura nello spogliatoio. Lewandowski, stella della nazionale da cui si attendevano giocate illuminanti, sembra sia stato snobbato dai compagni di squadra. Ma i tifosi non hanno nemmeno mandato giù lo scarso attaccamento alla maglia: i giocatori sono stati accusati di essere più concentrati a girare spot pubblicitari, piuttosto che impegnarsi a giocare a pallone. Da qui il compito del futuro allenatore non sarà certo dei più facili: prima di ridare un’identità alla squadra, dovrà anche ricompattare il gruppo.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Mentre una parte degli addetti ai lavori si domandava sull’effettiva tenuta della squadra polacca, c’era anche chi era convinto che i bianco-rossi potessero agevolmente raggiungere la semifinale. Ma nello stesso momento in cui ci si domandava se agli ottavi fosse meglio incontrare il Belgio o l’Inghilterra, la Polonia ha perso le prime due partite ed è mestamente tornata a casa. A quanto sembra, la presunzione di qualcuno ha gettato alle ortiche i sogni di un intero popolo. Il prossimo allenatore dovrà rifondare la squadra ripartendo proprio da queste macerie, le stesse che l’Italia lasciò quattro anni fa nel mondiale brasiliano. E in quell’occasione in panchina c’era proprio Cesare Prandelli…

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