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Inter: le cose da buttare e quelle da cui ripartire

Allo stato attuale Spalletti non ha dato un'identità alla squadra, ma può ripartire dalla solidità di De Vrij e Skriniar e dalla voglia e dalle doti di Perisic.

Calcio
Pubblicato il 27 agosto 2018, alle ore 11:42

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Inter: le cose da buttare e quelle da cui ripartire

Con il Torino ci si aspettava il riscatto per lasciarsi alle spalle la brutta prestazione con il Sassuolo di settimana scorsa, ma l’Inter è durata un solo tempo, poi il baratro (o quasi). Ancora una volta i nerazzurri non hanno saputo reagire e dopo il gol di Belotti non hanno saputo reggere l’avanzata avversaria. Spalletti deve correre ai ripari, deve restituire un’identità a questa squadra, lavorare sulla mentalità, ma deve ripartire dal primo tempo contro il Toro.

Il primo punto da cui ripartire si chiama, ancora una volta, Ivan Perisic. Il croato, nonostante il mondiale nelle gambe, sembra il più in palla tra i nerazzurri. Perisic da quantità alla manovra d’attacco grazie alla sua rapidità e la velocità di dribbling. Ieri, oltre al gol, tra gli uomini di Spalletti è quello che ci prova di più e quasi nel finale sfiora anche il gol che avrebbe regalato la vittoria, allontanando forse qualche polemica.

Sicuramente un punto fermo di questa Inter è il reparto arretrato, De Vrij e Skriniar su tutti. L’olandese, che ha già siglato la prima rete con la maglia dell’Inter, da solidità ad un reparto che lo scorso anno, salvo Skriniar, spesso non è stato eccelso. Il difensore ex Lazio è risultato tra i più attenti e composti anche quando il Torino attaccava da ogni lato.

Il dato negativo che balza subito all’occhio è il calo fisico dell’Inter nella ripresa. Già contro il Sassuolo i nerazzurri sono sembrati scarichi, e contro il Torino le gambe sono diventate pesanti dopo dieci minuti dall’inizio della ripresa. Discorso che potrebbe essere valido per i croati che hanno disputato tutto il mondiale e sono arrivati in ritardo, ma gli altri dovrebbero averne sicuramente di più. Unito alla scarsa tenuta atletica, è l’atteggiamento mentale della squadra a non convincere, la quale si sgretola non appena va sotto.

Infine, ma non meno trascurabile è la confusione di Luciano Spalletti. Il tecnico toscano, senza Naingollan, sembra non riuscire a trovare le giuste quadrature. Dopo gli esperimenti della settimana scorsa, l’allenatore ha nuovamente proposto un nuovo assetto e altri uomini, bocciando per ora Lautaro (entrato quasi allo scadere della partita) e Dalbert (entrato nella rirpesa).

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Cosa ne pensa l’autore
Ciro D'agostino

Ciro D'agostino - E' un Inter lontana anni luce dai proclami fatti nel pre campionato. Squadra che sembra priva di idee e che si aggrappa ai movimenti di Perisic e Icardi. I nuovi, eccetto Asamoah e De Vrij, sono sembrati timido e spaesati. Vrsaljko non ha mai spinto come avrebbe dovuto, Politano, eccetto l'assist sul secondo gol, non sembra ancora entrato nei meccanismi della squadra, Lautaro e Dalbert per il momento devono ancora trovare la loro migliore collocazione. Spalletti avrà molto su cui lavorare, soprattutto nella parte centrale del centrocampo dove spesso manca il filtro a protezione della difesa.

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

27 agosto 2018 - 23:09:30

Non dev'essere facile allenarsi con uno che ti guarda così.

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