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Astori, perizia legale: fu tachiaritmia, il cuore ha accelerato troppo. Il capitano non morì nel sonno

E' arrivata la perizia ufficiale sulla morte di Davide Astori: tachiaritmia, ossia un'accelerazione improvvisa dei battiti. Probabilmente se avesse condiviso la stanza con qualche compagno di squadra avrebbe potuto salvarsi.

Calcio
Pubblicato il 8 giugno 2018, alle ore 13:09

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Astori, perizia legale: fu tachiaritmia, il cuore ha accelerato troppo. Il capitano non morì nel sonno

Davide Astori, capitano della Fiorentina non morì nel sonno, non si è trattata di “bradiaritmia” come si pensava in un primo momento. Il Corriere della Sera ha pubblicato la relazione della perizia medico-legale svolta sul capitano deceduto il 4 Marzo scorso a soli 31 anni.

I medici legali che hanno svolto l’autopsia sul corpo sono Carlo Moreschi e Gaetano Thiene, i loro risultati sulla morte del calciatore parlano di “tachiaritmia”: ovvero un’accelerazione improvvisa dei battiti del cuore, che inizia a pulsare sempre più forte fino a fermarsi e collassare. Con questa relazione viene completamente ribaltata la prima ipotesi, quella di bradiaritmia, ossia quando il cuore smette di battere lentamente fino a provocare il decesso. A quanto pare questo è il primo episodio così violento di una patologia mai avvenuta in precedenza.

Ciò che rende drammatica questa perizia è che quindi Davide Astori non sarebbe morto nel sonno, e forse, si sarebbe salvato se avesse condiviso la camera d’albergo con qualche amico di squadra, che avrebbe potuto lanciare l’allarme. La notte della tragedia Astori aveva giocato ai videogames con Sportiello, compagno di squadra e lo salutò poco prima della mezzanotte. L’ultimo messaggio tra i due fu via Whatsapp, perchè il capitano aveva dimenticato le scarpe nella stanza del portiere, e lui rispose: “le prendo domani“.

Il procuratore di Udine, Antonio De Nicolo ha dichiarato che il fascicolo è aperto a carico di ignoti:La collega sta studiando il documento. Non appena il lavoro sarà terminato decideremo se proseguire l’indagine o chiedere l’archiviazione“.

Si conclude così probabilmente la vicenda sulla morte di Davide Astori. Si ricorda che il calciatore venne trovato senza vita il 4 Marzo 2018 nella sua stanza d’albergo, dove alloggiava insieme alla sua squadra in vista della partita contro l’Udinese. Il primo ad insospettirsi dell’assenza di Davide fu il massaggiatore della squadra intorno alle 9.30, in quanto il capitano non era ancora presente alla colazione mattutina (era quasi sempre il primo ad arrivare in mensa).

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Cosa ne pensa l’autore
Serena Spaventa

Serena Spaventa - Forse questa relazione ufficiale sulla morte di Astori farà ancora più male a chi amava il calciatore sapendo che non è morto nel sonno, e che probabilmente si sarebbe potuto salvare qualora in camera con lui ci fosse stato qualche compagno di squadra. Sicuramente una morte anomala per un giovane calciatore.

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