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Andare ai concerti allunga la vita. La scienza lo conferma

A sostenerlo è l’esito di una ricerca condotta presso la Goldsmith’s University. Prendere parte alle esibizioni dal vivo, oltre a rappresentare un’esperienza piacevole, sarebbe anche in grado di poter allungare l’aspettativa di vita

Benessere
Pubblicato il 3 aprile 2018, alle ore 08:16

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Andare ai concerti allunga la vita. La scienza lo conferma

Probabilmente nessuno ci avrebbe mai pensato, eppure assistere ai concerti sarebbe un’attività in grado di poter allungare l’aspettativa di vita. Ad esprimersi in tal senso è stata una ricerca portata a termine dall’azienda di telefonia mobile inglese O2 e da Patrick Fagan, esperto in scienze comportamentali, nonché professore associato presso la Goldsmith’s University di Londra.

La ragione che spiega questa conclusione è assai molto semplice. Dedicare una parte del proprio tempo a qualcosa che ci piace, ha di per sé un ritorno positivo sull’umore, a tutto beneficio della nostra salute.

Ma non ci sarebbe solo questo: la musica dal vivo esercita una forte influenza sul nostro corpo e sulla mente. Già in passato diversi studi avevano individuato nella musica un toccasana per il nostro organismo. Nel 2013 una ricerca finlandese aveva constatato che i bambini che frequentavano lezioni di canto, avevano anche voti migliori a scuola; l’università del Missouri aveva altresì appurato che la musica fosse in grado di migliorare notevolmente lo stato di salute.

Ora anche gli inglesi lo confermano: sarebbe sufficiente ascoltare 20 minuti di un concerto per migliorare il proprio benessere nel 21%. E il benessere è direttamente collegato alla longevità. Il che vuole dire che assistere due volte al mese ad un concerto, potrebbe incrementare l’aspettativa di vita di ben 9 anni.

Le conclusioni dello studio londinese apparse sul quotidiano britannico Independent, sono state ottenute sottoponendo i partecipanti a dei test psicometrici adeguatamente supportati da una serie di monitoraggi cardiaci. Le loro analisi sono giunte alla conclusione che gli habitué di concerti e manifestazioni similari, hanno una maggiore empatia ed autostima del 25%. Ma a beneficiarne maggiormente è stata la loro stimolazione mentale, aumentata addirittura del 75%. Il che equivale a dire che costoro saranno più felici, soddisfatti, appagati, produttivi e sicuri di sé.

La logica conclusione espressa dal professor Fagan non poteva quindi che essere la seguente: “Ci rendiamo conto che la prescrizione di un concerto ogni due settimane potrebbe consentire a chiunque di vivere una decina d’anni in più”.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Non c’è da stupirsi che prendere parte ai concerti possa essere salutare. Parliamo infatti di manifestazioni spesso prese come una vera e propria valvola di sfogo che ci libera da cattivi pensieri, ansie e preoccupazioni. Tutto ciò sempre a patto che sia una forma di svago che piace, altrimenti i potenziali benefici verrebbero inesorabilmente annullati. C'è però da dire che un simile studio solleva non poche perplessità. Tra le obiezioni si potrebbe sostenere che la società O2 è proprietaria di diversi locali inglesi dove viene eseguita musica dal vivo. Che gli esiti della ricerca siano stati pilotati? Saremmo di fronte ad un conflitto di interessi o ad una semplice coincidenza? Ad ogni modo sostenere che frequentare i concerti aumenti l'aspettativa di vita di ben 9 anni, sembra essere una conclusione quantomeno azzardata.

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