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NBA, verso la stagione 2018-2019. Utah Jazz, complicato sorprendere di nuovo, provarci si può

Dalle semifinali di conference raggiunte la passata stagione, gli Utah Jazz devono passare per una nuova stagione ricca di battaglie e di sfide decisive per stupire di nuovo. La rosa sostanzialmente non ha cambiato forma e Donovan Mitchell è la nuova star.

Basket
Pubblicato il 31 agosto 2018, alle ore 15:41

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NBA, verso la stagione 2018-2019. Utah Jazz, complicato sorprendere di nuovo, provarci si può

Non tanti, lo scorso anno, avrebbero dato molte chance di playoff agli Utah Jazz che, dopo la fine di gennaio, si sono scatenati in una rimonta incredibile che li ha portati ai playoff, raggiungendo addirittura la semifinale di conference, eliminati solamente dai Rockets. La nuova annata comincia nel segno di Donovan Mitchell, l’anno scorso rookie fenomenale, con 20 punti, 3 assist e 3 rimbalzi di media, una guardia già tra le migliori del panorama NBA.

La squadra non cambierà molto di volto, il mercato è bloccato da numerosi contratti in essere e tra chi va e chi viene i valori qualitativi cambiano di pochissimo. Hanno firmato per i Jazz, tutti dal mercato della free agency (liberi da contratto) Jairus Lyles, Naz Mitrou-Long e Trey Lewis, giocatori che presumibilmente vedranno le gare della franchigia dello Utah dal fondo della panchina o dalla tribuna. Unico free agent ancora con il contratto non firmato è, anche in questo caso, un nome marginale, Erik McCree.

Il draft 2018 porta una sola scelta, però piuttosto consistente, il n.21 Grayson Allen, che nella recente Summer League e durante i suoi quattro anni a Duke ha mostrato numeri di alto livello, soprattutto la scorsa annata (21 punti, 4 assist e 3 rimbalzi), una guardia che potrà coprire il ruolo di ricambio proprio per la stella Donovan Mitchell. Hanno lasciato la squadra in blu scuro, tutti e due con il contratto tagliato, Jonas Jerebko e David Stockton.

L’immensa rosa dello scorso anno trova riconfermati quattordici giocatori, tra i quali ci sono tutti i titolari: il playmaker spagnolo Ricky Rubio, che con i Jazz ha conquistato per la prima volta i playoff dopo gli anni in chiaroscuro a Minnesota, quindi Mitchell come guardia, Thabo Sefolosha come ala piccola, dopo l’infortunio che lo ha coinvolto nella seconda parte dell’anno, Joe Ingles, altra sorpresa in positivo nel rendimento come ala grande ed il centro ormai dai numeri assicurati, Rudy Gobert.

Tra i nomi della panchina ci sono giocatori che hanno dato tanto lo scorso anno, come Royce O’Neale, buon subentrante a partita in corso, Jae Crowder, ala grande con ottimi numeri nel secondo scorcio di annata ai Jazz, il playmaker Raul Neto, la guardia Alec Burks, sempre buono per accorciare il quintetto oppure per cambiare Mitchell e Derrick Favors, centro fisicamente forte in difesa e buono sotto canestro. Gli altri nomi sono quelli di Georges Niang, Tony Bradley, Dante Exum ed Epke Udoh.

Con questa squadra i Jazz possono, tra molte sfide, battaglie, a patto di essere sempre sul pezzo, ritrovare i playoff, con la chiave della continuità e sapendo reagire ai momenti difficile, sapendo assorbire anche le delusioni in caso di mancata qualificazione alla postseason. Il quadro della Western Conference è molto probante e districarsi tra tante squadre competitive si rivelerà complesso.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - Gli Utah Jazz hanno confermato la compagine dello scorso anno, anche perché non avevano molta scelta, avendo tantissimi giocatori con contratti pluriennali. Per loro fortuna, Donovan Mitchell, la nuova stella del basket a stelle e strisce, ed i suoi compagni, si sono dimostrati all'altezza della situazione, in grado di giocare ad alto livello. Non è possibile "copiare ed incollare" le grandi partite dell'anno passato per ripetersi, però bisogna mostrare la stessa tenuta mentale e la capacità di esprimere un grande gioco come da gennaio in poi, quando i Jazz erano fuori di molto dalla postseason ed hanno tirato fuori gli attributi. Con un contesto più competitivo come quello del nuovo anno, ci vorrà la stessa grinta per strappare risultati positivi.

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