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NBA, verso la stagione 2018-2019. San Antonio Spurs: finita l’era del trio magico, dopo 20 anni playoff a rischio

Con il ritiro di Manu Ginobili e la partenza di Tony Parker verso gli Hornets, oltre al ritiro di Tim Duncan avvenuto da tempo, si conclude l'era del trio magico a San Antonio. Partite le altre bandiere Green e Leonard, si punta su DeRozan per i playoff.

Basket
Pubblicato il 29 agosto 2018, alle ore 11:56

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NBA, verso la stagione 2018-2019. San Antonio Spurs: finita l’era del trio magico, dopo 20 anni playoff a rischio

I San Antonio Spurs, nell’era ventennale del coach Gregg Popovich, hanno vissuto di continuità e progettualitò, dato che li ha portati a cinque titoli NBA. Quest’anno lo scenario è mutato: innanzitutto si è conclusa l’era del trio magico; dopo il ritiro di Tim Duncan già passato da tempo, Tony Parker ha deciso di firmare per gli Hornets e Manu Ginobili ha optato per il ritiro, giungendo alla conclusione di un ciclo vincente e ricco di soddisfazioni.

Ma lo scossone della rosa non si è limitato a questo: lo scambio con Toronto che ha portato con la canotta nera la guardia All-Star DeMar DeRozan ha visto partire le altre due bandiere degli speroni, Danny Green e Kawhi Leonard, che si sono accasati per l’appunto con i Raptors. La rivoluzione senza precedenti ha visto così rimanere in rosa solo otto giocatori sotto contratto dello scorso anno, un minimo in questa stagione. Tra di essi spiccano il centro spagnolo veterano Pau Gasol, l’ala grande dai numeri di alto livello LaMarcus Aldridge ed il playmaker australiano Patty Mills.

DeRozan si prenderà il ruolo di guardia, mentre come ala piccola si prenderà il ruolo da titolare Rudy Gay, veloce e rapido incursore in area, dotato di ottime doti atletiche. Altri giocatori destinati ad entrare dalla panchina compongono il gruppo dei pochi rimasti a disposizione di coach Popovich, mentre in free agent ci sono tre giocatori, il quale quello che ha trovato più spazio lo scorso anno è stato Joffrey Lauvergne, mentre più ai margini sono rimasti Matt Costello e Dariun Hillard.

Le altre partenze sono rappresentate dalla firma di Kyle Anderson per i Grizzlies, mentre il contratto di Brandon Paul è stato tagliato. In entrata, oltre al fuoriclasse DeMar DeRozan, ritorna agli Spurs la guardia italiana Marco Belinelli, dopo aver vinto già nel 2014 il titolo con San Antonio. Firma per San Antonio l’ala piccola Dante Cunningham, buon ricambio per i titolari, ed il giovane centro Jakob Poeltl, che è arrivato in Texas nello scambio che ha coinvolto DeRozan.

Il draft 2018 porta due scelte su cui coach Popovich, con la sua immensa maestria, può lavorare a lungo: il n.18 Lonnie Walker IV, guardia proveniente dall’università di Miami, capace di segnare con la sua velocità sia in area che dall’arco dei tre punti. La scelta n.49 è rappresentata da Chimezie Metu, ala grande di USC che ha mostrato numeri statistici importanti nella scorsa stagione (15 punti, 7 rimbalzi e 1 stoppata a gara).

Complessivamente il roster di San Antonio è qualitativamente molto elevato, ma è chiaro che una rivoluzione di questo genere può richiedere tempo per trovare un gioco concreto e redditizio dal punto di vista dei risultati ed anche dello spettacolo. Sicuramente gli Spurs non risultano tra le favorite della Western Conference per arrivare in finale e, in un contesto di grandi sfide e battaglie, per la prima volta in 20 anni sono a rischio anche i playoff; coach Popovich, come si sa, accetterà la sfida e farà di tutto per far brillare di nuovo i suoi San Antonio Spurs.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - I San Antonio Spurs di un tempo non ci sono più, con l'uscita di tutti e tre i componenti dello storico trio degli speroni e la partenza, destinazione Toronto, delle altre due bandiere Leonard e Green. Ora i neri del Texas sono una squadra completamente nuova, che baserà la sua ricostruzione sul talento di DeRozan e sull'esperienza dal grande bagaglio degli altri elementi titolari. La panchina ha le sue ottime alternative, come il nostro Belinelli, ma la sensazione è che per mettere insieme questa nuova rosa ci voglia del tempo anche per un guru della panchina come coach Popovich. La lotta per la postseason ad Ovest è apertissima, quindi gli Spurs non devono dare per scontato che i playoff (obiettivo raggiunto da 20 anni di fila) siano ancora a loro disposizione.

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