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NBA, verso la stagione 2018-2019. Orlando Magic: più illusione che magia, serve tanto lavoro

Il clamore per l''arrivo dal draft di un vero talento come Mohamed Bamba non riuscirà ad alzare il livello oltre quello che, per ora, Gordon e Vucevic possono dare. I playoff rappresentano un miraggio ed un'illusione.

Basket
Pubblicato il 28 agosto 2018, alle ore 10:46

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NBA, verso la stagione 2018-2019. Orlando Magic: più illusione che magia, serve tanto lavoro

Gli Orlando Magic, in quanto a dirigenza e tecnico, sono disillusi su ciò che li attende per la nuova annata alle porte: un campionato difficile, un ennesimo percorso fra trade sbagliate e contratti per giocatori sovradimensionati. A pagare lo scotto di questa politica errata saranno di nuovo i tifosi, che difficilmente, tanto difficilmente, vedranno i loro giocatori in blu andare alla postseason.

Il draft porta il migliora acquisto dei Magic in questa stagione: la scelta n.6 Mohamed Bamba un centro atletico, agile e potente allo stesso tempo, una sorta di giovane Dwight Howard con più mobilità. Bamba è un potenziale talento che deve crescere però senza troppe ambizione, innanzitutto senza dover sentire il carico di dover portare la squadra ai playoff; meglio che il giovane Mo cresca anche passando da numerose sconfitte, ma che si possa concentrare sul miglioramento delle sue doti tecniche elevatissime.

Gli altri due prospetti del draft 2018 sono il n.35 Melvin Frazier, un’ala piccola predisposta per la fase difensiva con buoni numeri a canestro; il n.43 è Justin Jackson, ala grande con un gran tiro in area e dalla linea dei tre punti, un buon giocatore per la fase d’attacco. Gli altri acquisti, infatti, non spiccano per particolare talento: arrivano dagli Hornets il possente centro russo Timofey Mozgov, la guardia Jerian Grant dai Bulls e Jarell Martin dai Grizzlies. Potrebbero rientrare in rosa i tre free agent: gli esperti Arron Afflalo e Marreese Speights ed il giovane Jamel Artis, ma anch’essi non sono in grado di fare la differenza.

Dal roster dei Magic se ne sono andati un totale di cinque giocatori: i più influenti sui risultati delle scorse stagioni sono stati la guardia Mario Hezonja, volata ai Knicks, e Bismack Biyombo, l’ala grande difensiva che ha raggiunto gli Hornets. Partono, senza troppi rimpianti, Dakari Johnson e Rodney Purvis, mentre è stato stracciato l’oneroso contratto di Shelvin Mack.

Tra i migliori giocatori in rosa ne troviamo due sopra di tutti: l’ala piccola Aaron Gordon, una potenziale futura All-Star, con numeri molto buoni (18 punti e 8 rimbalzi a partita) ed il centro Nikola Vucevic, con un rendimento complessivo di 16 punti, 9 rimbalzi e 3 assist a gara. Con loro partita titolare il forte playmaker Evan Fournier, la guardia Terrence Ross e Mo Bamba in posizione da centro, spostando Vucevic ad ala grande. In panchina unici elementi di buon rendimento sono D.J. Augustin e Jonathan Simmons, a testimonianza di una panca cortissima, fatto che si farà notare ben presto nel corso della stagione.

Per i Magic, in buona sostanza, la stagione 2018-2019 sarà di sofferenza e di passaggio: in questo momento, assieme ai Nets, sono tra i candidati più papabili all’ultimo posto della Eastern Conference e solo un mezzo miracolo potrebbe condurli ai playoff. L’unico fatto buono con una posizione di classifica di fondo è la speranza di ottenere una delle prime scelte del prossimo Draft, con il rischio di pagare pegno con una scelta sbagliata.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - Gli Orlando Magic, dalla partenza di Dwight Howard in poi, sono sempre stati una costante illusione generata dagli innumerevoli errori nelle trade e nei draft: la cessione frettolosa di Oladipo (rivelatosi All-Star ai Pacers), contratti sovradimensionati (Mack, Biyombo, Ross, Simmons ed altri) le scelte poco fruttuose degli ultimi anni nei draft, poco consistenti sui risultati. La scelta di Mo Bamba appare quella più centrata, quella di un centro che possa ricalcare tra i magici le orme di O'Neal e Howard, potenzialmente potentissimo. Intanto c'è bisogno di lavorare, in un'annata che servirà per preparare la squadra del futuro, senza troppe pressioni sui giovani e con tanta necessità di allenarsi e di giocare da squadra.

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