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NBA, verso la stagione 2018-2019. Minnesota Timberwolves, chance di ritagliarsi uno spazio tra le grandi

I Timberwolves hanno mutato di poco la loro rosa, già forte e consolidata. L'anno scorso poteva finire meglio, ma innanzitutto sono stati riconquistati i playoff dopo 14 anni. Stavolta si tenta di fare di più.

Basket
Pubblicato il 24 agosto 2018, alle ore 13:08

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NBA, verso la stagione 2018-2019. Minnesota Timberwolves, chance di ritagliarsi uno spazio tra le grandi

I Minnesota Timberwolves lo scorso anno hanno ottenuto i playoff dopo 14 anni di assenza, ma la stagione, vista la rosa complessiva e le previsioni positive dei grandi esperti di basket americano, poteva finire sicuramente meglio con un ottavo posto ad Ovest ottenuto nell’ultimo giorno di gare. La franchigia di Minneapolis ricomincia con sostanzialmente la squadra delle scorso anno.

Pilastro del team, in tutti i sensi del termine, è Karl-Anthony Towns, centro con tre anni di esperienza alle spalle, dominante, versatile e fenomenale. I titolari della scorsa stagione non dovrebbero quindi cambiare: il playmaker Jeff Teague, rilanciato dall’esperienza agli Wolves, la scorbutica e talentuosa guardia Jimmy Butler, macchina da punti, l’ala piccola rapidissma ed agile, Andrew Wiggins, e l’esperta ala grande Taj Gibson, oltre per l’appunto lo stesso Towns al centro.

Gli altri giocatori sicuri di un contratto sono quattro: primo tra tutti è l’ex stella Derrick Rose, fenomeno assoluto ai Bulls, prima di una serie di infortuni senza precedenti: a Minneapolis, dopo il buono scorcio di stagione nella parte conclusiva, cerca ulteriore spazio e ritrovato talento. Gorgui Dieng sarà il centro che subentrerà dalla panchina, con i rincalzi Tyus Jones e Justin Patton che cercheranno di trovare il loro ruolo nella stagione dei bianco-blu.

La fetta più corposa del mercato viene dai free agent ex-Timberwolves, ben cinque, ancora senza la firma di un contratto con la franchigia del Minnesota o con altre squadre. Primeggiano per ovvie ragioni Jamal Crawford, esperto sesto uomo, più volte premiato per questo ruolo nelle sue squadre di appartenenza, ed Aaron Brooks, playmaker dai buoni numeri statistici. Gli altri giocatori senza contratto rispondono al nome di Anthony Brown, Marcus Georges-Hunt ed Amile Jefferson. I partenti sono due e peserà la firma per i Kings di Nemanja Bjelica, ala grande di spessore come elemento da panchina, importante nell’anno passato. E’ stato tagliato quindi il contratto del centro Cole Aldrich.

Gli acquisti sono l’ala piccola Anthony Tolliver, con una buona annata a Detroit alle spalle e con tanta esperienza da elargire, e l’ala grande James Nunnally, che presumibilmente occuperà il fondo della panchina. Dal draft 2018 arrivano due scelte, il n.20 Josh Okogie, guardia di Georgia Tech, che sicuramente potrà trovare spazio dalla panchina, come potrebbe fare il n.48 Keita Bates-Diop, giovane ala piccola con numeri di rilievo nella sua prima stagione ad Ohio State, 19 punti e 8 rimbalzi, uno dei possibili colpi a sorpresa dell’ultimo draft.

La squadra manca certamente di qualche elemento di sicuro rendimento nelle ali da aggiungere alla panchina e, presumibilmente, la dirigenza di Minnesota punterà al mercato dei free agent per trovare gli ultimi giocatori che comporranno la formazione definitiva. I Timberwolves proveranno, con una rosa di alto livello, ad inserirsi tra le grandi dell’Ovest (Warriors, Rockets, Lakers e Thunder) nel caso di difficoltà di qualcuna di esse, oppure di porsi subito alle loro spalle. L’obiettivo è quello di cercare una buona posizione nel tabellone della postseason per provare a superare il primo turno e fare di tutto per stupire.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - Tornati finalmente ai playoff, i Timberwolves ci riprovano in questa nuova stagione e cercheranno di fare meglio: inserirsi nella lotta delle grandi dell'Ovest e stupire è il grande obiettivo che viene posto dai massimi dirigenti della squadra. L'anno scorso, fino a tre quarti di stagione, tutto stava procedendo in questo senso, fino ad un calo di prestazioni nel finale che ha messo addirittura a rischio la partecipazione alla postseason. Migliorare la continuità e la tenuta fisica a lungo termine è invece l'imperativo tecnico per il coaching staff, che dovrà inculcare anche nella testa dei giocatori la convinzione che si possano ottenere degli ottimi risultati con questa rosa che di talento, è evidente, ne è molto ricca.

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