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NBA, verso la stagione 2018-2019. Indiana Pacers: ripetere la sorpresa dello scorso anno è possibile?

Gli Indiana Pacers ritenteranno di andare ai playoff con un'ottima posizione, come hanno ottenuto la quinta posizione ad Est nella scorsa stagione. Dopo la rifondazione, stavolta si punta alla stabilità e all'apporto complessivo di Tyreke Evans.

Basket
Pubblicato il 19 agosto 2018, alle ore 11:35

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NBA, verso la stagione 2018-2019. Indiana Pacers: ripetere la sorpresa dello scorso anno è possibile?

Gli Indiana Pacers, lo scorso anno, hanno stupito tutti; dopo aver stravolto la rosa, i Pacers hanno impiegato solo un mese a trovare la quadratura del cerchio ed hanno mostrato una squadra dal bel gioco che ha evidenziato la stella in ascesa di Victor Oladipo, diventato subito uomo franchigia dopo la partenza di Paul George.

La rosa attuale conta su molti dei giocatori fondamentali dello scorso anno: il playmaker rinato Darren Collison, l’eclettica guardia alternativa ad Oladipo, Cory Joseph, lo straordinario fenomeno croato Bojan Bogdanovic (ala piccola), l’ala grande lituana Domantas Sabonis ed il centro giovane e potente Myles Turner. Di questa bella squadra rimangono anche, oltre a Oladipo, l’ala grande tiratrice Thaddeus Young, più le riserve Ike Anigbobu, T. J. Leaf ed Alex Poythress.

Il mercato in entrata con un discreto margine di tetto salariale a disposizione prima della luxury tax, porta Tyreke Evans, ala piccola ormai esperta e completa che potrebbe partire titolare al posto di Sabonis oppure dalla panchina, da vero sesto uomo: un giocatore che l’anno scorso ha mostrato ottimi numeri sia a Memphis che a Sacramento. Con lui arriva l’altra ala piccola Doug McDermott, specialista nel tiro da tre, e Kyle O’Quinn, potente ala grande giunta ad Indianapolis dopo una più che sufficiente stagione a New York.

Il draft aggiunge alternative interessanti in prospettiva futura: con il n.23 entra in squadra Aaron Holiday, playmaker fratello dei già presenti Jrue (New Orleans) e Justin (Chicago), con le stesse caratteristiche dei suoi consanguinei: velocità, visione di gioco e facilità nel tiro a canestro. Con il n.50 Alize Johnson, ala grande di Missouri State, dotato di controllo delle situazioni in area, nonostante numeri non prolifici in attacco. Due buoni elementi che potrebbero dare ossigeno ai titolari.

Il mercato molto mirato e ben organizzato dei Pacers ha colmato così tutte le lacune, lasciando a coach Nate McMillan ricambi dalla panchina in tutte le posizioni sul parquet. In uscita c’è il veterano Al Jefferson, con il pesante contratto tagliato, Glenn Robinson III, che ha firmato per i Pistons, così come la perdità più dolorosa, la guardia Lance Stephenson, che ha deciso di unirsi ai Lakers: per rimpiazzarlo si conta molto sull’apporto di Joseph. In free agent, senza contratto, rimangono Trevor Booker, probabile la sua non riconferma, così come i giocatori “da tribuna” Joe Young, Ben Moore ed Edmond Sumner.

Con questa squadra molto competitiva i Pacers hanno i crismi per ripetere la sorpresa dello scorso anno, che più che tale si riconfermerebbe una realtà. Se le possibilità di sopravanzare il quartetto delle favorite per i primi posti ad Est (Boston, Philadelphia, Toronto e Milwaukee) sono poche, di più sono le chance di arrivare quinti o sesti, ma bisogna porre attenzione, perché poche sconfitte in più potrebbero fare la differenza tra le posizioni di testa della Conference e l’esclusione dai playoff, fatto che né la squadra né i tifosi vogliono prendere in considerazione.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - Puntare su un possibile miglioramento ulteriore degli Indiana Pacers rispetto allo scorso anno è possibile: Tyreke Evans può portare un supporto completo in più, sia da titolare che dalla panchina, inoltre tutti si aspettano la conferma (o la crescita) delle prestazioni di Victor Oladipo, che in poche settimane si è elevato ad uomo franchigia, determinante per il rendimento ottimale dell'anno passato. Il rischio è solo uno: che dietro le prime favorite ad Est si formi un gruppo di squadre nutrito in poche, pochissime vittorie di differenza, e che queste possano anche costare i playoff. Proprio per questo Indiana ha bisogno di ripetersi appieno, nulla appare certo in uno scenario in evoluzione come quello del pre-stagione.

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